Attentato Ranucci, la destra in Consiglio comunale a Pisa boccia le mozioni di solidarietà al giornalista

Polemica nel Consiglio comunale di Pisa, dove i partiti di centrodestra si sono rifiutati di esprimere solidarietà nei confronti del giornalista di Report, Sigfrido Ranucci per l'attentato subito lo scorso ottobre, quando la sua auto è esplosa a causa di un ordigno piazzato nel parcheggio davanti alla abitazione della sua famiglia, a Pomezia.
A segnalare l'accaduto sono stati La città delle persone, che aveva presentato la mozione, e Città in Comune – Rifondazione Comunista, componente del gruppo consiliare "Diritti in Comune" e forza di opposizione all'interno del consiglio comunale pisano. Dal 2018 infatti, la città è guidata da Michele Conti, eletto sindaco con il sostegno di una coalizione di centrodestra, formata da Lega, Fratelli d'Itali e e Forza Italia.
Nei suoi profili social il gruppo di minoranza ha denunciato il voto contrario dei consiglieri di centrodestra alle mozioni di solidarietà nei confronti di Ranucci. "Nel Consiglio comunale di Pisa, questo pomeriggio, i partiti di destra che sostengono il sindaco Conti – primo cittadino compreso – hanno votato contro la richiesta di discutere le due mozioni presentate: una dalla nostra coalizione e una dalle altre forze di opposizione", si legge.
Le mozioni in questione "esprimevano solidarietà e sostegno a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report, a seguito del grave attentato subito nelle scorse settimane.Si tratta di un fatto politicamente e istituzionalmente gravissimo: una pagina buia per la democrazia di una città come Pisa", prosegue la nota.
Il no del centrodestra in Aula ha fatto scattare le polemiche. "Per questo il nostro consigliere comunale Ciccio Auletta, ha lasciato subito l’aula dichiarando il proprio sdegno per quanto stava accadendo. Non si è voluto neppure consentire la discussione di un atto dovuto: esprimere vicinanza a un giornalista che da anni svolge con coraggio, rigore e passione il proprio lavoro, così come alla sua famiglia e alla redazione di Report", hanno fatto sapere.
"Una scelta che pesa come un macigno e che segna un punto di non ritorno nel rispetto delle istituzioni e dei valori democratici.L’attentato contro Ranucci è un fatto di estrema gravità, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Colpisce un professionista che racconta ciò che molti preferirebbero tenere nascosto. Eppure, di fronte a un episodio di tale portata, la maggioranza ha scelto di voltarsi dall’altra parte, respingendo perfino l’urgenza di un gesto simbolico ma fondamentale", hanno attaccato. "Non è soltanto una questione di solidarietà personale. È in gioco la libertà di informazione, uno dei pilastri della nostra democrazia. Da tempo assistiamo a un clima sempre più pesante nei confronti del giornalismo d’inchiesta: delegittimazione, isolamento, campagne diffamatorie, attacchi personali, pressioni politiche e istituzionali. È così che si prepara il terreno alla violenza: prima si scredita, poi si isola, infine si colpisce. La decisione assunta oggi dalla destra rappresenta un segnale estremamente preoccupante. È necessario che tutta la città reagisca con forza di fronte a quanto accaduto oggi", hanno concluso.