30 Giugno 2022
22:19

Assegno unico, scade la possibilità di fare domanda per gli arretrati: cosa cambia da luglio

Era fissato a giovedì 30 giugno il termine per poter presentare domanda per l’assegno unico universale e ricevere le mensilità arretrate, a partire da marzo. Ecco cosa cambia da luglio.
A cura di Annalisa Girardi

Scade la possibilità di richiedere gli arretrati dell'assegno unico universale. Era infatti fissato a giovedì 30 giugno il termine per poter presentare domanda e ricevere le mensilità precedenti, a partire da marzo. Da luglio, quindi, l'assegno decorrerà dal mese successivo a quello in cui si è presentata la domanda. Insomma, in altre parola non si ha più diritto agli arretrati: da luglio chi richiederà l'assegno unico se lo vedrà corrispondere a partire da agosto.

L'assegno unico universale per i figli a carico può essere richiesto da tutti i lavoratori dipendenti (sia del pubblico che del privato), autonomi, pensionati e disoccupati. L'importo cambia a seconda della situazione economica del nucleo familiare che ne fa richiesta, condizione che può essere determinata presentando il proprio Isee. Tuttavia, l'assegno unico può anche essere richiesto senza Isee: in tal caso il pagamento previsto è quello minimo di 50 euro al mese per figlio.

La soglia minima è anche prevista per chi presenta un Isee sopra i 40 mila euro, la quota massima invece, per gli Isee sotto i 15 mila euro, è di 175 euro a figlio. Il beneficio può essere richiesto per ogni figlio minorenne a carico, ma anche per i figli maggiorenni fino ai 21 anni, a patto che frequentino un corso di formazione, di laurea, un tirocinio, stiano facendo il servizio civile, siano disoccupati e iscritti a un centro per l'impiego o che abbiano un reddito sotto gli 8 mila euro annui. Se il figlio a carico presenta disabilità, non sono previsti limiti di età.

Si può presentare la domanda presso il sito dell'Inps, accedendo tramite Spid, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Altrimenti, è possibile recarsi presso gli enti di patronato. Ai nuclei familiari che percepiscono il Reddito di cittadinanza l'assegno è corrisposto direttamente dall'Inps senza bisogno di presentare domanda.

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