Assegno unico, l’Inps riduce al minimo 5mila sostegni dopo i controlli sull’Isee: cosa sta succedendo

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Un bilancio provvisorio dell’Inps aggiornato al 30 settembre mostra i primi effetti dei controlli sull’Isee corrente: circa 5mila Assegni unici sono stati temporaneamente portati alla quota minima. Le verifiche, effettuate anche con un nuovo “cruscotto” antifrode, hanno portato inoltre a 940 revoche dell’Assegno di inclusione e 147 esposti alle Procure.

L'Inps ha ridotto al minimo cinquemila Assegni unici e revocato 940 assegni di inclusione; i controlli hanno portato a 147 esposti alle Procure. Si tratta del bilancio di una vasta operazione lanciata dall'istituto previdenziale con al centro l'Isee corrente.

In generale, l'Isee è l'indicatore utilizzato per stabilire se una famiglia ha diritto a numerosi sostegni economici e, in diversi casi, anche per determinarne l'importo. L'Isee corrente è uno strumento molto utile perché permette di aggiornare la situazione economica del nucleo quando redditi o patrimonio sono cambiati in modo significativo rispetto ai dati utilizzati da quello ordinario, per esempio dopo la perdita del lavoro o una forte riduzione delle entrate.

I dati sui controlli, riportati dal Sole 24 Ore, sono aggiornati al 30 settembre: per l'Assegno unico il bilancio è ancora provvisorio. L'Inps ha avviato gli approfondimenti dopo aver rilevato scostamenti tra alcuni dati autocertificati dai cittadini e quelli già presenti negli archivi amministrativi. Però una comunicazione dell'istituto non corrisponde automaticamente ad un'accusa di frode: le discrepanze rilevate possono dipendere anche da dati non aggiornati o da redditi registrati in periodi diversi. In alcuni casi può essere sufficiente chiarire la propria posizione, correggere la dichiarazione o fornire i documenti necessari.

Cos’è l’Assegno unico e cosa c’entrano Isee corrente e DSU

L’Assegno unico e universale (AUU) è il contributo che l’Inps versa ogni mese alle famiglie con figli a carico, in presenza di alcune condizioni. L'Isee serve a stabilire quanto spetta a ciascun beneficiario: di norma, più è basso questo indicatore, più alta è la somma erogata. La DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) contiene le informazioni sulla famiglia, sui redditi e sul patrimonio necessarie per calcolare l’Isee: in sostanza, il cittadino compila e presenta la DSU e a partire da quei dati viene ricavato l'indicatore della sua situazione economica.

Normalmente l’Isee fotografa una situazione economica non aggiornata: infatti, prende come riferimento dati economici che risalgono a due anni prima. Però se nel frattempo la condizione economica della famiglia cambia in modo rilevante, magari in peggio, si può chiedere l’Isee corrente, che utilizza informazioni più recenti. Può essere utile quando, per esempio, il cittadino ha perso il lavoro o in presenza di una variazione complessiva dei redditi superiore al 25%; dal 1° aprile può essere aggiornato anche il patrimonio, a patto che la variazione superi il 20%. Di regola l’Isee corrente guarda a quanto il nucleo ha guadagnato nei 12 mesi precedenti la richiesta. In alcune situazioni, come la perdita del lavoro dipendente, può basarsi sugli ultimi due mesi, poi rapportati all’intero anno.

Quindi se una famiglia presenta un Isee corrente perché la sua situazione economica è peggiorata, il nuovo valore può portare a un Assegno unico più alto. Proprio perché una parte delle informazioni utilizzate per determinare l’Isee corrente viene autocertificata, l’Inps sta verificando che i dati dichiarati corrispondano a quelli presenti nei propri archivi.

Cosa succede se l’Inps trova dati che non coincidono

Il 18 settembre attraverso una comunicazione ufficiale l’Inps aveva reso noto che erano in corso i controlli e che sarebbero partite le comunicazioni ai beneficiari interessati. Fanpage.it aveva già raccontato cosa sarebbe successo ai beneficiari interessati. L’Istituto confronta i dati contenuti nella DSU utilizzata per ottenere l’Isee corrente con quelli disponibili nei suoi archivi. Le notifiche vengono inviate soltanto alle posizioni che richiedono ulteriori verifiche.

Durante gli approfondimenti, l’Inps può considerare temporaneamente quell’Isee come non valido per il calcolo dell’Assegno unico e portare quindi la prestazione alla quota minima prevista dalla legge: per il 2026 si tratta di 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne, contro un importo base che può arrivare a 203,80 euro per le fasce Isee più basse.

La riduzione non costituisce di per sé una sanzione: chi riceve l’avviso può presentare una nuova DSU, online o attraverso un CAF, se i dati devono essere corretti. Se invece ritiene che quanto dichiarato sia già quello giusto, può consegnare alla sede Inps competente i documenti necessari a dimostrarlo. L’importo resta ridotto fino alla conclusione degli accertamenti o all’aggiornamento della documentazione.

Quanti Assegni unici sono già stati ridotti e come funzionano i nuovi controlli Inps

Secondo il bilancio provvisorio dell’Inps aggiornato al 30 settembre e riportato dal Sole 24 Ore, sono circa 5mila le posizioni legate all’Assegno unico che richiedono approfondimenti e per le quali la prestazione è stata temporaneamente portata al minimo. L’Isee corrente viene utilizzato complessivamente per circa 190mila attestazioni ogni anno.

L’Inps ha sviluppato alla fine del 2025 un nuovo strumento interno chiamato “Cruscotto Isee corrente”, entrato in funzione quest’anno: il sistema confronta i redditi dichiarati dai cittadini con le informazioni già disponibili negli archivi amministrativi e segnala i casi che devono essere esaminati più a fondo.

Le informazioni in dotazione dell'istituto previdenziale riguardano rapporti di lavoro, i contributi versati, le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari. "Un’anomalia o una difformità non equivale automaticamente né a un indebito né, tantomeno, a una frode", ha spiegato al Sole Alessandro Romano, direttore dell’Antifrode Inps. Però in alcuni casi sono stati individuati scostamenti superiori ai 10mila euro.

Il cruscotto è stato impiegato anche per controllare l’Assegno di inclusione. Su questo fronte il bilancio dell’Inps conta 940 revoche e 147 esposti alle Procure, dopo che dagli incroci sono emersi in alcuni casi redditi superiori a quelli dichiarati. Inoltre, l’Istituto vuole rafforzare il ruolo dei CAF nei controlli: nella convenzione per gli Isee del 2027 sta chiedendo agli intermediari di verificare con maggiore attenzione i documenti e le buste paga utilizzati per compilare l’Isee corrente.

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