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11 Maggio 2018
17:13

Arriva la stretta su acquisto e detenzione d’armi: previsto l’obbligo di avvisare i familiari

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede una stretta sull’acquisto e sulla detenzione di armi. Tra le novità: l’obbligo di avvisare i familiari conviventi per chi acquista armi, un nuovo sistema di tracciabilità anche per le munizioni, il divieto di armi camuffate e la riduzione da sei a cinque anni della durata delle licenze di tiro a volo e caccia.
A cura di Stefano Rizzuti
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Sarà uno degli ultimi provvedimenti del governo guidato da Paolo Gentiloni: una stretta sull’acquisto delle armi e sulla loro detenzione. Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che attua la direttiva europea e che integra la disciplina esistente sul controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi per uso civile. Una delle principali novità riguarda l’obbligo di avvisare i propri familiari: l'avvenuto avviso deve essere certificato. Introdotto anche un sistema di tracciabilità delle armi, il divieto di armi camuffate e la riduzione da sei a cinque anni della durate delle licenze di tiro a volo e di caccia, oltre all’obbligo di presentare ogni cinque anni la certificazione medica.

Tutte le novità sull’acquisto e la detenzione di armi

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo in attuazione della direttiva Ue 2017/853 del Parlamento europeo. La direttiva introduce nuove disposizioni relative alla modalità con cui devono essere marcate le armi da fuoco in tutta l’Ue. Viene inoltre ridefinito il sistema informatico di tracciabilità delle armi e delle munizioni per consentire anche lo scambio di informazioni tra i paesi membri attraverso una apposita piattaforma. La normativa prevede anche forme di controllo più stringenti dei titoli di acquisizione e detenzione delle armi. Cambiano anche le categorie delle armi da fuoco.

Il decreto varato dal governo non incide sulle norme relative alla detenzione di armi appartenenti a forze armate e polizia o enti governativi. Una delle principali novità introdotta è quella riguardante il sistema di tracciabilità delle armi con il quale si può conoscere in modo certo la data di fabbricazione e distruzione di ogni arma da fuoco e prevede particolari regole tecniche per la loro disattivazione. Si parla nella disposizione anche di un nuovo concetto, quello di arma camuffata: si intende, in questo caso, qualunque arma fabbricata o trasformata in modo da assumere le caratteristiche esteriori di un altro oggetto. Questi strumenti vengono vietati.

L’obbligo di avviso ai familiari

Il decreto prevede una revisione delle norme con la quale si rende obbligatorio produrre una autocertificazione che attesti di aver avvisato i familiari conviventi maggiorenni per richiedere il nulla osta all’acquisto di armi o per averne la disponibilità in altri modi. Si deve quindi presentare questa dichiarazione per avere accesso ai documenti necessari per entrare in possesso dell’arma. Stesso obbligo anche per i titolari della licenza di porto d’armi.

In caso di mancata attestazione non è possibile acquisire il titolo. Se viene prodotto una attestazione falsa si va incontro a sanzioni penali previste dalla normativa vigente. In entrambi i casi, l’autorità di pubblica sicurezza può valutare se è necessario adottare provvedimento di revoca del titolo. Inoltre, il decreto riduce da sei a cinque anni la durata delle licenze di tiro a volo e di caccia di nuova emissione. Viene anche previsto l’obbligo di presentare ogni cinque anni la certificazione medica per chiunque detenga armi comuni da sparo, fatta eccezione per i collezionisti di armi antiche o per chi è in possesso di licenza d’armi.

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