Per la prima volta nella scena politica italiana fa la sua comparsa un partito che dichiaratamente vuole rappresentare la comunità lgbt+: nasce il Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista e Liberale. Il primo banco di prova saranno le prossime elezioni amministrative di primavera. "Per la prima volta la comunità lgbt+ si potrà pesare. Noi puntiamo a vincere e se anche non dovesse essere cosi' saremo decisivi nei ballottaggi; i futuri sindaci dovranno tenere conto delle nostre istanze", ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, storico attivista e portavoce del Gay Center, fondatore di Gay Help Line 800 713 713, che ha presentato questa mattina il progetto. Con lui, per parlare di questo nuovo soggetto politico, erano presenti anche Claudia Toscano già attivista AGEDO (associazione di genitori parenti ed amici di lgbt) e Vittorio Tarquini giovane attivista trans.

"Proprio in questo periodo di emergenza e pandemia – ha detto Marrazzo – riteniamo che noi lgbt+ (lesbiche gay bisex e trans) non possiamo più delegare le nostre istanze a terzi e allo stesso tempo possiamo essere una forza propositiva per il Paese. L’ONU ha affermato che la nostra comunità sarà tra quelle più colpite dalla crisi economica causata dal Covid, perché di fatto non abbiamo tutele idonee né per noi come singoli studenti, lavoratori, autonomi, imprenditori, disoccupati, pensionati, né per le nostre famiglie Arcobaleno".

Marrazzo ha quindi enumerato le ultime richieste e rivendicazioni che sono rimaste inascoltate, segno che le discriminazioni ancora esistono. Sebbene secondo EuroMedia Research la comunità Lgbt è il 12,8% della popolazione italiana.

Nella manovra 2021 per esempio sono stati previsti incentivi per l’assunzione di giovani e donne, ma sono rimaste escluse le persone trans, "che sono coloro che da sempre subiscono maggiori discriminazioni sul lavoro", ha ricordato Marrazzo. Quando mesi fa il governo ha definito il significato della parola ‘congiunti', in un dpcm anti Covid molto discusso emanato durante la cosiddetta fase due dell'emergenza, in un primo momento aveva escluso ‘gli affetti stabili', di fatto tagliando fuori la comunità lgbt+, composta da persone che spesso non hanno rapporti con le famiglie d'origine. Solo dopo le proteste è stato corretto il tiro, rendendo la norma più inclusiva.

Durante la conferenza stampa è stato citata anche la dicitura ‘Padre e Madre' reintrodotta da Salvini, che crea problemi ai figli delle famiglie Arcobaleno. Ultimo punto, ma non meno importante, la legge contro l’omostranfobia, che attende ancora, dopo 30 anni, di essere approvata definitivamente.

"Per questo con vari attivisti lgbt+ vogliamo creare un nuovo soggetto politico, che rappresenti le nostre aspirazioni, le nostre idee e i nostri valori, per realizzare, un Paese moderno, inclusivo, solidale, ambientalista e liberale, insieme a chi LGBT+ non è. Negli anni abbiamo tentato, prima di esprimere il nostro voto, di far comprendere alle forze politiche quali fossero le principali emergenze socio-economiche avvertite dalla comunità LGBT+ e non solo, ma abbiamo trovato interlocutori inadeguati o inaffidabili", è stato sottolineato.

Quali sono gli obiettivi

Il Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista e Liberale chiede una società:

  • solidale, non intesa come assistenzialismo, ma come sostegno per ripartire, senza però lasciare nessuno solo

  • ambientalista, per un ambiente come risorsa perché ambiente, impresa e lavoro devono progredire insieme e non contrapposti

  • liberale, perché in qualsiasi famiglia nasciamo chiunque deve ambire a poter raggiungere i propri traguardi, grazie ad uno stato che dovrebbe dare opportunità e non burocrazia e tasse che finiscono in sprechi, mala gestione e corruzione.