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Anche il Fondo monetario internazionale dice che serve il Mes: “Unione bancaria è necessaria”

Anche la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, sottolinea come il Mes sia uno strumento necessario per completare l’unione bancaria e assicurare maggiore stabilità in Europa, elemento fondamentale per la crescita.
A cura di Annalisa Girardi
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Ora anche il Fondo monetario internazionale interviene a favore del Mes. Kristalina Georgieva, direttrice del FMI, sottolinea come il Meccanismo europeo di stabilità sia parte dell'unione bancaria e in quanto tale utile per la competitività in Europa. "È assai importante che l'Europa cresca più velocemente, abbia maggiore produttività. L'unione bancaria, e dei mercati dei capitali, è necessaria. Ma a causa dell'unione non completata, all'Europa manca il pieno impatto finanziario delle sue risorse", spiega in un'intervista con Repubblica.

Georgieva sottolinea poi che ogni Paese è sicuramente sovrano e libero di decidere che cosa sia meglio, ma ribadisce: "L'obiettivo della ratifica è rafforzare il backstop. Quindi se ci sono problemi ovunque – non solo in Italia, ma anche in Italia – hai migliore capacità di gestirli".

La direttrice dell'Fmi prosegue poi parlando della presidenza italiana del G7, affermando che questa arrivi "in un momento in cui le nubi sull'economia mondiale si sono diradate, ma resta molto da fare. Stiamo facendo progressi con l'inflazione, però il lavoro non è terminato perché negli ultimi anni è stato accumulato molto debito, le riserve sono esaurite e vanno ricostruite". Georgieva sottolinea che il debito sia cresciuto ovunque nel mondo, non solo in Italia, e che ora sia importante pensare a ridurlo.

"Se guardo all'Italia oggi, ha anche l'incredibile opportunità di contare sull'equivalente dell'8% del Pil con il Pnrr. È un buon momento per attuare piani prudenti", continua la direttrice dell'Fmi. Per poi concludere, parlando in generale della situazione economica mondiale, affermando che il 2023 sia andato un po' meglio delle attese e che il 2024 dovrebbe andare piò o meno allo stesso modo: " L'anno scorso non è stato così negativo come temevamo all'inizio. Per quest'anno ci aspettiamo più o meno lo stesso livello di crescita. Ciò dà un po' di spazio per iniziare a ricostruire le riserve. I paesi guardano ai loro percorsi, cosa fare subito e cosa in seguito".

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