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La prima puntata del 2026 di Scanner si apre inevitabilmente con la cronaca della strage di Capodanno avvenuta in Svizzera, a Crans Montana. Il bilancio provvisorio è gravissimo: alle ore 6:30 del 2 gennaio si contano 47 morti e 112 feriti, oltre a numerosi dispersi. Tra le vittime figurano anche cittadini italiani, tutti giovanissimi. I dati sono parziali e destinati ad aggiornarsi, complicati dalle condizioni dei corpi, completamente carbonizzati, per i quali saranno necessarie settimane affinché l'esame del DNA ne confermi l’identità.
È un avvio di 2026 drammatico segnato dalla morte di ragazzi giovanissimi, che sicuramente non è in linea con le aspettative riposte nel nuovo anno sul fronte del rispetto dei diritti umani, specialmente dopo un 2025 disastroso.
Gaza e le migrazioni
L'anno appena concluso ha lasciato ferite aperte, a partire da Gaza, dove il genocidio prosegue senza sosta. Anche la notte di Capodanno è stata segnata dai bombardamenti sulla Striscia. A questo scenario si somma la recente "Strage di Natale": 116 migranti partiti dalla Tunisia hanno perso la vita in mare proprio durante le festività. Si tratta solo della punta dell'iceberg di un fenomeno che, negli ultimi quindici anni, ha trasformato il Mediterraneo in un cimitero con oltre 30.000 morti.
Sul fronte migratorio, il 2025 ha registrato immagini scioccanti anche negli Stati Uniti, con le retate della polizia per l'immigrazione. Genitori arrestati nelle proprie auto mentre accompagnavano i figli a scuola, sotto lo sguardo dei minori, o prelevati con irruzioni in negozi e abitazioni private.
Trump e Israele stanno cambiando il mondo
La svolta politica americana, con il ritorno di Donald Trump, ha avuto ripercussioni internazionali. Nonostante il Presidente si autodefinisca portatore di pace e vanti la chiusura di sette conflitti in pochi mesi, la realtà sul campo mostra guerre che proseguono inalterate. Una narrazione che alimenta l'ego presidenziale ma non giova a un mondo sempre più povero di tutele.
Si continua a combattere e a morire in Ucraina, mentre in Israele si restringono ancora di più le tutele per i palestinesi. In quest'ultimo scenario, il quadro dei diritti si aggrava ulteriormente: nuove normative hanno portato all'espulsione di fatto di 37 organizzazioni non governative che operavano a supporto della popolazione palestinese. Tra queste, Medici Senza Frontiere e molte altre realtà non potranno più lavorare sul campo.
È l'ennesimo atto contro i diritti fondamentali. Per questo, oggi è necessario chiederne il rispetto con maggior forza: in un mondo che scivola verso l'autocrazia, la difesa della democrazia resta l'unico baluardo irrinunciabile.