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Usare i soldi del Ponte sullo Stretto per Niscemi e l’emergenza maltempo in Sicilia: i sì e i no

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Giorno dopo giorno sembra crescere la conta dei danni in Sicilia, dopo il passaggio del ciclone Harry. Il nucleo dell’attenzione è Niscemi, il paese colpito da una gigantesca frana. C’è un’immagine che è diventata un simbolo: quella dell’auto quasi a penzoloni sul bordo della voragine. Ricorda quasi quella del camion fermo appena prima del punto dove il ponte Morandi, a Genova, era crollato. Questa macchina a Niscemi era dentro un garage, ma la parete è crollata, finendo 50 metri più in basso nel burrone, lasciandola scoperta.

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La frana di Niscemi

Il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha detto che nella frana sono caduti 350 milioni di metri cubi di terreno e detriti. Peggio del Vajont, per dare un’idea della gravità della situazione. Al momento gli sfollati sono più di mille, tanti non torneranno mai più nelle loro case. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci (ex governatore della Sicilia) ha annunciato che tutti i mutui saranno sospesi, ma non basta. Va trovata una sistemazione per tutti coloro che hanno perso la casa.

L’attuale governatore della Regione, Renato Schifani, ha detto che al momento si stimano circa due miliardi di euro di danni. Ma chiaramente sono cifre provvisorie, perché per avere davvero contezza della situazione ci vorrà tempo. La cosa certa, però, è che si tratta di cifre importanti. Che i 100 milioni stanziati in prima risposta dal governo Meloni – da dividere tra l’altro con Calabria e Sardegna – sono solo briciole. Come fare, allora, contando che in Italia non è mai cosa semplice trovare le risorse?

I soldi per il Ponte sullo Stretto

C’è chi un’idea molto chiara ce l’ha. Se già prima i miliardi stanziati per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina sembravano buttati al vento – a una parte politica, si intende – oggi che c’è un bisogno urgente e concreto di risorse, pare ancora più inutile tenerle bloccate su questa opera così discussa. Già nei giorni scorsi le opposizioni, dal Partito democratico all’Alleanza Verdi e Sinistra, avevano chiesto di dirottare subito alcune risorse, spostandole dal Ponte alla risorsa per l’emergenza. Ora però anche la Regione suggerisce lo stesso.

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno per chiedere al governo nazionale di utilizzare circa cinque miliardi di euro destinati al Ponte per dare supporto ai territori colpiti dal ciclone. Non è nulla di vincolante, parliamo di un ordine del giorno, però è sicuramente un segnale. Tanto che era stato presentato dalle opposizioni, la giunta di Schifani aveva espresso parere contrario, ma è stato approvato lo stesso. Lo scrutinio è rimasto segreto, ma i numeri parlano chiaro: anche nella maggioranza regionale di centrodestra c’è chi pensa che i soldi per il Ponte sarebbe meglio utilizzati per risolvere questa emergenza, che come vuole il governo centrale, anche lui di centrodestra.

La replica di Salvini

In particolare questi cinque miliardi di euro proverrebbero da fondi regionali e da quelli di sviluppo e coesione assegnati appunto al Ponte sullo Stretto. Ma per Matteo Salvini non vanno toccati. Ha detto che sono fondi per gli investimenti e da cui dipendono 30 miliardi di cantieri aperti in tutta la Sicilia, che non si possono bloccare dall’oggi al domani. Il ministro ha detto che i fondi che servono alle Regioni colpite verranno trovati, ma senza bloccare le opere.

Però intanto questa ipotesi aveva iniziato a farsi strada e aveva iniziato a rifletterci pure Antonio Tajani, l’altro vicepremier, che poi però ha subito fatto marcia indietro. In un primo momento aveva detto che forse qualche anticipazione si poteva fare in quel senso (quindi appunto dirottando i fondi) e che comunque era un’ipotesi che si stava valutando. Poi forse però è stato richiamato dai piani alti (e con piani alti si intende Giorgia Meloni) e ha raddrizzato la mira con un post sui social. Ha scritto che Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere che possono far crescere l’Italia. Che i fondi previsti non dovranno essere tagliati e utilizzati per risarcire i danni del maltempo. Che ci sono tante proposte per far fronte all’emergenza che il governo sta valutando e che quella di utilizzare i fondi del Ponte vede il suo partito contrario.

Meloni evita lo scontro interno

Una precisazione, questa di Tajani, che ai commentatori è sembrata proprio il frutto di una strigliata della presidente del Consiglio. Le tensioni tra la Lega e Forza Italia, che si fanno sempre più frequenti e ad alta intensità infatti mettono in difficoltà Giorgia Meloni, che quindi su questo dossier potrebbe aver chiesto a Tajani di non aprire discussioni che non avrebbero fatto bene alla maggioranza, già in difficoltà nella gestione dell’emergenza, facendole mostrare il fianco agli attacchi delle opposizioni.

Ieri Meloni avrebbe incontrato a Palazzo Chigi proprio Salvini e lo avrebbe rincuorato dicendo che non è intenzione di nessuno prendere i fondi per il Sud dal progetto del Ponte sullo Stretto. In qualche modo però le risorse vanno trovate e un primo miliardo sarebbe in arrivo proprio dal ministero di Salvini, quello delle Infrastrutture: il Consiglio dei ministri ieri ha approvato un nuovo decreto legato al Pnrr in cui è stata inserita anche una misura per gli investimenti sulla sicurezza del settore idrico e per la tutela del territorio. Ma non basterà. E infatti il governo è al lavoro anche su un altro flusso di risorse, quelle europee, come già accaduto con le alluvioni in Emilia Romagna. Sulle tempistiche però, su quando arriveranno questi aiuti, ancora non si sa nulla.

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