Il piccolo morto all’ospedale San Giovanni di Roma a causa di un terribile errore umano: saranno in 20 a rispondere del fatto, 7 medici e 13 infermieri. Il magistrato ha anche disposto una nuova autopsia sul neonato.

“Niente nomi, nessun dato e nessuna foto. Siamo di Livorno e non vogliamo far sapere che nostro figlio è nato a Pisa”: sono queste più o meno le parole che una dottoressa si è sentita dire da una coppia di neo genitori quando, a Capodanno, avrebbe voluto fare una foto di rito al loro bambino appena nato, il primo all’ospedale Santa Chiara nel 2019. I genitori, a quanto pare, hanno voluto evitare questa foto o comunque hanno deciso di non rendere noti i dati del figlio perché sono livornesi e appunto non vogliono far sapere che il loro bambino è nato a Pisa. A raccontare questa storia è il quotidiano Il Tirreno. “Buongiorno signora, fuori dalla porta c’è il fotografo per fare uno scatto per mettere sul giornale il primo nato. Sa, è una tradizione. Di solito alle mamme fa piacere”, avrebbe detto la dottoressa entrando nella camera della neo mamma che però, spalleggiata dal marito, ha spiegato subito di voler difendere la privacy del piccolino.

La rivalità tra Livorno e Pisa – Ottenuta questa risposta dai genitori, la dottoressa del Santa Chiara non ha potuto far altro che uscire dalla stanza e congedare il fotografo che era arrivato per far conoscere il primo nato dell’anno: il medico ha spiegato le motivazioni dei genitori del piccolo livornese che, a chi le ha ascoltate, hanno anche strappato un sorriso. D’altronde – ricorda il quotidiano sottolineando questa “rivalità” tra le due città – Livorno è la città del Vernacoliere che dopo Chernobyl fece questa locandina: “Nuvola atomica. Primi spaventosi effetti delle radiazioni: è nato un pisano furbo”. A quel punto, dopo il "no" dei livornesi, i flash in ospedale sono stati rivolti al secondo arrivo nel 2019: una bambina che si chiama Iris, che è nata di 3,248 kg e 49 cm di lunghezza alle 3,44 del primo gennaio per la gioia dei genitori Miriam e Daniele.