È stata uccisa con due coltellate al fegato, forse dopo aver subito un violento colpo alla testa, Pamela Mastropietro, la diciottenne romana trovata fatta a pezzi in due valigie abbandonate nelle campagne del Maceratese. Il suo è stato “un omicidio efferato”, dicono adesso apertamente gli investigatori che da oltre dieci giorni lavorano al caso. Le risposte del Ris saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità dei quattro uomini indagati, in particolare dei tre nigeriani fermati per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio. Da quanto emerso nelle ultime ore il quarto indagato, a differenza degli altri connazionali, sta mostrando un atteggiamento “collaborativo”. Finora questo quarto indagato è stato considerato quasi più un testimone che altro. Il suo ruolo sembra marginale, tanto che risulta indagato tecnicamente in modo da essere sottoposto ad accertamenti irripetibili. Anche il suo legale, Paolo Cognini, senza entrare nel merito dei fatti ha confermato che “ha cooperato sin dall’inizio con gli inquirenti, rispondendo alle loro domande”. L'uomo avrebbe ricevuto una telefonata da Innocent Oseghale il pomeriggio del 30 gennaio, data in cui Pamela sarebbe morta. Oseghale, il primo fermato, gli avrebbe chiesto di andare a casa sua perché la ragazza stava male. Ma l'altro avrebbe risposto di no.

Arresti convalidati per i nigeriani fermati per l'omicidio di Pamela.

Intanto, il gip di Macerata ha convalidato oggi i fermi di Lucky Desmond e Awelima Lucky. Entrambi, fermati con l'accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, in concorso con il connazionale Innocent Oseghale arrestato poco dopo il ritrovamento del cadavere di Pamela, restano in carcere. Lucky Awelima “non risponderà alle domande” del gip, aveva anticipato all'Adnkronos l'avvocato Giuseppe Lupi. “Sono stati fatti altri rilievi ma non sono stati ancora depositati – aveva detto l’avvocato – Per ora, oltre alle celle telefoniche non c'è nulla che leghi il mio cliente all'omicidio di Pamela perciò finché non emergeranno altri elementi Awelima non risponderà alle domande”. E in effetti Awelima, 27 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Lucky Desmond, 22 anni, ha risposto invece alle domande, negando però su tutta la linea di avere a che fare con la morte di Pamela Mastropietro. “Ha negato di essere stato in quella casa, ha detto che conosceva Innocent Oseghale ma non Pamela – ha detto il suo legale Gianfranco Borgani al termine dell'udienza di convalida -. Ha risposto a domande sulle telefonate tra lui e Oseghale il 30 gennaio, spiegando che si erano sentiti per delle puntate da giocare su Eurobet”. Il 22enne è però accusato anche di spaccio di droga: avrebbe ceduto una dose di eroina a Pamela.

Le indagini sull'omicidio di Pamela Mastropietro.

Continuano nel frattempo gli accertamenti tecnici dei carabinieri del Ris di Roma. Oltre che nell'appartamento di via Spalato dove Pamela Mastropietro sarebbe stata uccisa e sezionata, i tecnici stanno esaminando anche l'auto a bordo della quale Oseghale avrebbe caricato e trasportato le due valigie con i resti della diciottenne prima di abbandonarli a Pollenza.