Ancora una svolta nel delitto di Pamela Mastropietro, la 18enne, allontanatasi volontariamente il 29 gennaio dalla comunità di recupero "Pars" di Corridonia, di cui era ospite, e trovata senza vita qualche giorno dopo, fatta a pezzi e nascosta in due valigie nelle campagne tra Casette Verdini e Pollenza, nel Maceratese. Sale a tre il numero degli indagati per omicidio, vipilendio e occultamento di cadavere, oltre a concorso in spaccio di droga. Insieme a Innocent Oseghale, sul quale per primo si sono concentrati i sospetti degli inquirenti, sono finiti nel carcere di Montacuto ad Ancona altri due nigeriani Desmond Lucky, 22 anni, e Awelima Lucky, 27 anni. E, all'indomani del fermo, emergono ulteriori dettagli sul decesso della ragazza.

Come hanno sottolineato i militari dell'Arma in una nota, ci sono "gravi indizi" a carico dei tre: in particolare, il traffico telefonico, le celle agganciate dai telefoni dei tre indagati il 30 gennaio e soprattutto le impronte digitali. "Siamo stati bravi, veloci e fortunati ad avere subito a disposizione il Ris" dicono dal comando provinciale, come riporta Il Messaggero. Dunque, a incastrare i tre ci sarebbe un sms, alla luce del quale è stata rivista anche la ricostruzione di quanto accaduto la sera del 30 gennaio scorso. Dopo aver acquistato la droga da Desmond Lucky, che era già stato sentito in precedenza come persona informata dei fatti, Pamela e Oseghale sarebbero andati nella casa di lui in via Spalato. Da qui partono chiamate o messaggi per Desmond e Awelima che rapidamente raggiungono l'attico. E' stato probabilmente a questo punto che Pamela subisce le violenze confermate dall'autopsia.

Ma quello che è successo dopo resta ancora avvolto dal mistero. Presumibilmente Pamela, sotto effetto di eroina, si è ribellata provocando la reazione dei suoi aguzzini, che l'hanno accoltellata all'addome e alle braccia e poi fatta a pezzi.  A ciò segue la missione in via Roma di Oseghale e Desmond Lucky in un negozio di articoli per la casa per acquistare due taniche di varechina, nel tentativo disperato di cancellare le prove. Intanto, Desmond ha negato tutto mentre di Awelima, richiedente asilo ospitato all'hotel Recina a due passi da Villa Potenza, si sa ancora poco. A lui i carabinieri sono arrivati attraverso il nomignolo e il numero trovato nei telefoni di Oseghale e Desmond Lucky. Lo hanno preso a Milano su un binario con la moglie, mentre cercava di arrivare in Svizzera Aveva una grande valigia e pare stesse cercando di arrivare in Svizzera.