Sul corpo di Pamela Mastropietro ci sono "segni di violenza applicata sicuramente in condizioni di vitalità". Dietro questa frase pronunciata dal professor Mariano Cingolani, il medico legale che ha svolto la nuova autopsia su incarico della Procura, potrebbe esserci la prima vera svolta sull'intricato caso della 18enne romana, barbaramente smembrata dopo la morte e trovata a pezzi in due valige a Pollenza, in provincia di Macerata. Si tratta infatti di un particolare importantissimo visto che, per la prima volta dall'avvio delle indagini, si accerta che su Pamela c'è stata violenza fisica prima della morte. Si tratta di una ferita alla testa che secondo l'esperto è stata inflitta con un corpo contundente.

A questo punto si fa largo sempre di più l'ipotesi  di una morte violenta e non per overdose come pure si era ipotizzato. "Ci stiamo approssimando sempre più verso la chiarificazione di questa ipotesi, ci sono dati a conforto di questa tesi" ha spiegato Cingolani dopo l'autopsia di cinque ore all’Istituto di medicina legale dell’Università di Macerata, assicurando: "Ci metteremo un po’ di tempo ma riusciremo a chiarire tutto, questo è sicuro, lo dobbiamo innanzitutto a Pamela". Il medico, davanti ai cronisti, ha raccontato quella che ha definito la "sconvolgente" autopsia, sottolineando che sul corpo della giovane "nessun taglio è stato fatto a caso" come se ci fosse stato l'intento di ostacolare il più possibile gli accertamenti scientifici.

Su questo punto la stessa Procura marchigiana aveva ricordato che dagli esami è emerso che il corpo "è stato sezionato in modo apparentemente scientifico". Un dato non secondario visto che in questo modo sarà molto difficile ad esempio accertare una possibile violenza sessuale sulla vittima ma anche se le ferite inferte siano state mortali o meno. Sul corpo di Pamela infatti sono state trovate anche delle ferite all'altezza del fegato compatibili con delle coltellate ma non si sa se prima o dopo la morte. Gli inquirenti  nel frattempo avrebbero identificato anche l'arma ci sui sarebbero state inflitte, un coltello trovato a casa di Innocent Oseghale, uno degli accusati insieme  ad un amico spacciatore.

L'autopsia dunque fa ipotizzare che ad agire sia stata una mano esperta, sottolineando che la devastazione del corpo di Pamela va molto oltre ciò che sarebbe stato necessario per chiuderlo in due valigie. "Ora gli esami continueranno e può anche essere che in una fase successiva scopriremo che la morte è arrivata per entrambe le cause, anche quella chimica" ha aggiunto il professor Cingolani, riferendosi all'overdose di eroina che Pamela Mastropietro aveva comprato prima di salire nell’appartamento di Oseghale, il giorno prima del suo ritrovamento. Intanto, in attesa dei test tossicologici, è stato deciso di fare anche una Tac alla testa della ragazza per verificare se è stata strangolata.