Norvegia, Breivik potrebbe essere accusato di crimini contro l’umanità
L’uomo arrestato e accusato del duplice attentato, di venerdì scorso, a Oslo e Utoya per la legge rischia solo 21 anni di carcere, che è la pena massima prevista dal codice norvegese. Dopo l’interrogatorio di ieri e l’ammissione delle colpe, però, le autorità di polizia e quelle giudiziarie stanno cercando un modo per allungare la pena detentiva per un gesto così atroce.
L’idea è quella di incriminare Anders Behring Breivik di crimini contro l’umanità, accusa che prevede una pena massima di 30 anni di reclusione, rispetto a quella attualmente formulata di atti di terrorismo. A rivelarlo in maniera informale al giornale Aftenposten è stato il procuratore Christian Hatlo, chiarendo che, però, per il momento è solo un’ipotesi che dovrà essere discussa tra gli inquirenti. Intanto Breivik, tramite il suo avvocato, si è detto già pronto a restare tra le mura di un carcere per tutta la vita, come aveva già previsto se non fosse stato abbattuto prima dagli agenti.
Sul fronte delle indagini oggi anche il Ministro della giustizia norvegese, Knut Storberget, avrà un incontro con i vertici della polizia per fare il punto della situazione sulla strage. Dopo l’interrogatorio di ieri, la Polizia continua a non credere pienamente alle dichiarazioni di Breivik che, ammettendo le colpe, ha detto di appartenere ad una cellula anti-islamica e di aver agito con dei complici. Per la Polizia norvegese il suo racconto è pieno di farneticazioni, "riteniamo che l'accusato abbia una credibilità piuttosto bassa per quanto riguarda questa affermazione, certo nessuno di noi comunque può escludere del tutto che sia vera” sono state le parole degli inquirenti.
Smentite, invece, le voci di possibili arresti di complici avvenuti in Polonia, mentre è stato confermato dalla stessa direttrice, Janne Kristiansen, l’interessamento dei servizi segreti norvegesi per Breivik. L’uomo era stato inserito in una lista speciale dopo aver comprato prodotti chimici agricoli poi usati probabilmente per confezionare l’ordigno esploso ad Oslo, ma comunque l’acquisto non fu visto come elemento fondamentale per far scattare ulteriori indagini sull’individuo.
Il numero delle vittime delle stragi è stato ridimensionato dalla Polizia a 76 persone, in un primo momento si era parlato di 93 morti, tra l’esplosione di Oslo e la sparatoria di Utoya, mentre il bilancio attuale indica 68 i morti accertati a Utoya e 8 quelli nel centro della capitale. Intanto proseguono le ricerche sull’isola di Utoya e nelle acque antistanti, perché all’appello mancherebbero ancora dei dispersi.
Ieri tutta la Norvegia si è stretta intorno ai familiari delle vittime delle stragi, oltre 150mila persone, compresi il Re e il Premier, sono scese in piazza con una fiaccolata che ha percorso le strade di Oslo, a mezzogiorno, l'intera nazione ha osservato un minuto di silenzio in onore delle vittime.