Sono circa 50 gli sfollati della zona di Miradois, dove venerdì notte, quando una bomba d’acqua si è abbattuta su Napoli, è sprofondato un giardino privato che si trova al quarto piano di uno stabile antico in vicoletto San Marco a Miradois, creando una voragine di circa 50 metri e oltre 300 metri quadrati. Alcune famiglie sgomberate per sicurezza dal Comune sono state sfollate presso un convento di suore. Il cedimento è avvenuto attorno alle 22,30, in una zona tra vicoletto San Marco e via Giambattista Alfano, tra il Rione Sanità e il Moiariello di Capodimonte, dove sono presenti molte cavità tufacee. Lo stesso giardino poggerebbe su grotte di tufo, dove si pensa, ma è ancora da verificare, che fossero in corso dei lavori in un garage.

L'ipotesi dei lavori nel garage

Proprio sullo stato del sottosuolo si concentrano adesso le indagini delle forze dell’ordine. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, infatti, oltre al maltempo, c’è anche quella che a determinare il crollo, magari come concausa del maltempo, possano essere stati dei lavori di ampliamento in un garage, al quale si accede dalla zona dei Cristallini, ricavato nelle cavità sotterranee di proprietà del Comune di Napoli. L’autorimessa già operativa, al momento ospita circa 200 autovetture, ma stava realizzando dei lavori di ampliamento, come raccontato da diversi residenti, che in questi giorni sentivano i rumori dei lavori. Si tratta solo di un’ipotesi, ovviamente, al momento, che andrà verificata. Il concessionario del garage è stato convocato nella Caserma dei Vigili del Fuoco per chiarire la situazione. Sul posto intanto sono giunte forze dell'ordine e vigili del fuoco per la messa in sicurezza. La zona, dopo lo sgombero, è attualmente inaccessibile. Solo dopo che verrà verificata la stabilità dei palazzi e l'assenza di pericoli per la popolazione residente, le famiglie potranno rientrare nei propri appartamenti. Tempi che però potrebbero essere lunghi.

Fari puntati sui lavori nel garage anche per il crollo all'Ospedale Incurabili del 6 aprile 2019, per il quale la Procura di Napoli ha notificato l'avviso di chiusura delle indagini, con l'accusa di disastro colposo, a un privato cittadino, utilizzatore del garage che si trova sotto il complesso monumentale, che ora potrà difendersi dall'accusa.. Fascicolo è affidato ai pm Federica D'Amodio e Stella Castaldo, del pool guidato dal procuratore aggiunto Simona Di Monte.