Madre e figlia tornano ad abbracciarsi a Nocera Inferiore: la prima, 35 anni, era arrivata in ospedale in coma e con una emorragia cerebrale, quando la seconda era invece nel suo grembo, alla 24esima settimana di gestazione. I medici dell'ospedale sembravano destinati a fare una scelta: salvare l'una a discapito dell'altra. Ma alla fine sono riusciti a salvare entrambe: la piccola Vittoria, nata prematura di sole 26 settimane, e la sfortunata madre 35enne che ora sta bene e ha potuto così fare ritorno a casa con la bimba in braccio, per la gioia del marito che in tutto questo tempo era stato vicino ad entrambe.

La vicenda era iniziata il 23 aprile del 2020, in pieno lockdown per la pandemia di coronavirus esplosa nel febbraio precedente: la donna era arrivata all'ospedale di Sorrento con una emorragia cerebrale e in coma, incinta al sesto mese della sua bambina. Lì i medici hanno lavorato alacremente per salvarle entrambe: prima i neurochirurghi, che con un intervento al cranio hanno ridotto l'ematoma della donna, poi l'equipe di ginecologia che ha fatto nascere la bambina con un parto cesareo. Vittoria, questo il nome della piccola, è stata affidata poi al reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Nocera Inferiore, che l'ha presa in cura. La madre, nel frattempo, era in un centro specializzato per i risvegli dal coma. Oggi, nove mesi dopo, entrambe si sono riabbracciate a casa: madre e figlia, che appena nove mesi fa lottavano per la vita, al termine del lungo calvario si sono potute ricongiungere. Una storia a lieto fine iniziata a fine aprile 2020 e che oggi finalmente ha avuto il suo epilogo, il migliore possibile.