Vitalizio in carcere dai clan, i killer del giornalista Giancarlo Siani condannati per riciclaggio

Sono stati condannati per riciclaggio Armando Del Core e Ciro Cappuccio, individuati come i killer che, 40 anni fa, uccisero il giornalista de Il Mattino Giancarlo Siani su ordine del clan Nuvoletta: dalle indagini era emerso che, durante la detenzione, hanno continuato a incassare soldi dalla camorra, un "vitalizio" che non si è mai interrotto nemmeno quando gli equilibri criminali di Marano (Napoli) sono cambiati: il denaro arrivava prima dai Nuvoletta e successivamente dai Polverino e dagli Orlando.
Il vitalizio in carcere da 40 anni
La condanna è stata emessa oggi, 9 febbraio, dalla Corte di Appello di Napoli. I due rispondevano di riciclaggio aggravato dall'agevolazione mafiosa in quanto, secondo gli inquirenti, i soldi venivano dati alle loro famiglie perché mantenessero il silenzio; per i giudici di appello, invece, quelle somme sarebbero sì state assicurate ai familiari, ma si sarebbe trattato della "mesata" che i clan elargiscono agli affiliati detenuti, ed è stata di conseguenza esclusa l'aggravante mafiosa. Per entrambi la condanna è di 4 anni di reclusione.
Le condanne agli affiliati ai Nuvoletta
Il processo di secondo grado che si è concluso oggi era iniziato dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione; alla sbarra c'erano anche altri presunti affiliati al clan Nuvoletta a cui, a vario titolo, sono state contestate accuse di associazione mafiosa; con la sentenza sono state rideterminate le pene per Luigi Esposito (7 anni e 4 mesi) e Michele Marchesano (10 anni di reclusione); Prosciolto per prescrizione Salvatore Cappuccio. Assolto "per non avere commesso il fatto" Nicola Del Core, figlio di Armando, difeso dall'avvocato Arnaldo Lepore.