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Violentata da sieropositivo e contagiata, muore a 37 anni con l’Aids: il video denuncia dal letto dell’ospedale

La storia di una donna a Ischia: violentata e contagiata con l’Hiv, ha denunciato prima di morire dal letto dell’ospedale. La procura di Napoli ha chiesto 24 anni per il presunto stupratore.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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Violentata ripetutamente a 20 anni da un uomo sieropositivo, viene contagiata con il virus Hiv e muore dopo un lungo calvario a 37 anni. Ma la donna, prima di spirare, riesce a denunciare il suo stupratore, raccontando tutto in un video girato dal letto dell'ospedale. Sulla vicenda, avvenuta ad Ischia negli anni Duemila, l'isola del Golfo di Napoli, è aperta ora un'inchiesta della Procura che dovrà accertare cosa sia effettivamente accaduto. Il pm ha chiesto 24 anni di carcere per il presunto stupratore, oggi 65enne. Il racconto choc della donna, ripreso nel video girato durante il ricovero, poco prima di morire, è stato acquisito agli atti e mostrato come documento durante l'udienza in Tribunale.

Secondo l'accusa, il 65enne, nonostante fosse consapevole di essere sieropositivo avrebbe costretto la donna di nazionalità polacca, all'epoca 20enne, a subire ripetuti atti sessuali senza protezione, accettando il rischio di cagionarne la morte per Aids, come poi avvenne il 3 novembre del 2017. La donna, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata amica della moglie dell'aggressore, anche lei polacca. Tra il 2001 e il 2003, avrebbe convissuto nell'appartamento della coppia a Ischia. Qui, secondo quanto denunciato, sarebbe stata violentata una decina di volte.

I video della vittima prima di morire

L'avvocato di parte civile che difende i familiari della 37enne defunta ha ricordato che la donna era arrivata in Italia a soli venti anni "con una valigia piena di sogni" per poi incontrare colui che sarebbe diventato "il suo aguzzino e il suo assassino". La vittima avrebbe girato diversi video prima di morire. In uno dei filmati, proiettati in Tribunale, la 37enne, debilitata dalla malattia, dice: "Ricordo la prima volta, mi prese a pugni e mi violentò. È successo una decina di volte. Poi minacciò di uccidermi, se avessi parlato e io sono rimasta in silenzio".

La Procura di Napoli – IV sezione, procuratore aggiunto Raffaello Falcone, sostituto procuratore Valentina Maisto – ha chiesto una condanna a 24 anni di reclusione per il 65enne, al termine della requisitoria del pm nell'aula 115 del nuovo palazzo di giustizia di Napoli, davanti alla Corte di Assise. Tra le varie contestazioni, omicidio volontario. All'uomo sarebbero contestate anche lesioni gravissime per avere avuto rapporti sessuali non protetti con la moglie, senza che la donna fosse informata del fatto che era sieropositivo, causandole una malattia per la quale è attualmente in cura. La difesa ha chiesto l' assoluzione da entrambi i capi di accusa. L'eventuale replica del pm e la sentenza sono attesi per il prossimo 25 marzo.

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