Villa Comunale, i giardinieri sono occupanti abusivi: il Comune deve 100mila euro a Poste

I giardinieri del Comune addetti alla Villa Comunale occupanti abusivi in un gazebo di proprietà delle Poste Italiane che adesso hanno chiesto più di 100mila euro di indennità per l'occupazione dei locali nell'ultimo anno, dal 1 settembre 2019 al 31 ottobre 2020. Si tratta di uno dei debiti fuori bilancio – 21 milioni di euro in totale – in quanto non previsti nel previsionale 2020, che vanno in consiglio comunale oggi per l'approvazione, senza la quale le Poste potrebbero fare causa al Comune. La vicenda risale ad un paio di anni fa, quando le Poste hanno intimato al Municipio il rilascio dei locali usati fino ad allora dai giardinieri a seguito di un accordo di comodato gratuito non rinnovato. Palazzo San Giacomo ha cercato qualche altro luogo dove sistemare i giardinieri, ma senza trovarlo. Per cui il gazebo che si trova vicino la Casina del Boschetto della Villa Comunale, “è ancora in uso al Servizio Verde della Città”.
I giardinieri del Comune occupanti abusivi nella Villa Comunale
Una vicenda che si protrae da diverso tempo insomma. Tanto che con due note del 14 e del 21 marzo 2019 la Ragioneria comunale aveva chiesto di finanziare il debito nella proposta di bilancio di previsione 2020-22, ma senza riuscirci. L'immobile è stato quindi occupato abusivamente dal 1 settembre 2019 al 31 ottobre 2020 per un importo di 101mila euro di indennità di occupazione per il fitto passivo, pari a 7.233 euro al mese per 14 mesi. “Il riconoscimento di tale debito – scrivono i tecnici comunali – eviterebbe le spese di giudizio qualora Poste Italiane agirebbe in giudizio per il riconoscimento della suddetta somma”.
Il locale vicino alla Casina del Boschetto
L’immobile, di proprietà di Poste Italiane S.p.A., si trova all’interno della Villa Comunale di Napoli, adiacente alla “Casina del Boschetto”, ed “è occupato sine titulo – come riporta la relazione tecnica – dal Comune di Napoli ed ospita un numero di giardinieri addetti alla manutenzione del verde pubblico. La proprietà, nel 2018, ha intimato la riconsegna dell'immobile e la messa in mora per mancato pagamento dell'indennità di occupazione, in quanto al contratto in comodato ad uso gratuito a carattere temporaneo, non ha fatto seguito un nuovo contratto di locazione a titolo oneroso”.
Dopodiché il Municipio, “si è attivato, di concerto con i Servizi coinvolti nel procedimento, per opportune verifiche e sopralluoghi presso immobili di proprietà comunale, al fine di reperire strutture idonee per l'allocazione del personale amministrativo e tecnico, in modo da poter procedere alla restituzione dell'immobile a Poste Italiane S.p.A. L’esisto di tale attività, ad oggi, non ha avuto esito positivo per cui l’immobile è ancora in uso al Servizio Verde della Città. Si è conclusa con esito negativo anche la procedura di compensazione dei debiti e crediti in capo ad entrambi gli enti in quanto la posta debitoria del Comune è risultata di gran lunga superiore a quella di Poste Italiane. Anche in questo caso è stato richiesto il finanziamento della spessa alla Ragioneria Comunale, nonché in sede di predisposizione del bilancio di previsione, ma con esito negativo”.
“Per il 2020 l’importo dovuto a titolo di indennità di occupazione è stato richiesto con la formulazione del bilancio di previsione, ma essendo decorso il tempo relativo ai primi dieci mesi del 2020, tale periodo si configura come debito fuori bilancio. Essendo stato riconosciuto il debito fuori bilancio solo fino al 31 agosto 2019, bisogna riconoscere quello manifestatosi in relazione al periodo 1 settembre 2019 – 31 ottobre 2020 per un importo complessivo ad € 101.266,62 (indennità mensile € 7.233,33 per 14 mesi)”.