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Villa Augustea, in Giappone raccolti 10 milioni di yen per gli scavi a Somma Vesuviana

Raccolti in meno di un mese i fondi necessari per assicurare gli scavi anche tra luglio ed ottobre nella Villa Augustea di Somma Vesuviana, nel Napoletano.
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Una raccolta fondi d'emergenza che, in un solo mese, ha raccolto subito 10 milioni di yen (circa 60mila euro) per gli scavi tra luglio e ottobre a Somma Vesuviana, nel Napoletano, e riportare alla luce altri settori dell'enorme Villa Augustea. L'iniziativa, lanciata tramite la piattaforma di ateneo UTokyo Fund, ha dunque permesso di raccogliere subito la cifra necessaria a garantire la continuazione degli scavi. Una mobilitazione resa necessaria per consentire che gli scavi non si fermassero. Avviato nel 2002 su impulso del professore emerito e noto archeologo Masanori Aoyagi, il progetto multidisciplinare di Somma Vesuviana è oggi guidato dalla professoressa Mariko Muramatsu, specialista di Cultura Italiana e docente presso il Dipartimento di Area Studies della Graduate School of Arts and Sciences dell'Università di Tokyo.

La Villa Augustea, del resto, attrae da sempre archeologi e studiosi. Fin dalla sua scoperta (avvenuta per caso, quando un grande nucleo murario che ostacolava la piantumazione di alberi venne alla luce), in molti credono possa essere davvero la villa dove l'imperatore Augusto morì il 19 agosto del 14 dopo Cristo. Augusto, nato Gaio Ottavio e in seguito all'adozione Ottaviano, possedeva infatti una villa imponente proprio nella zona del Nolano (distante pochi chilometri) e dove trovò la morte al ritorno da Brindisi verso Roma. L'enormità della villa (che nell'Antica Roma non corrispondeva all'idea attuale, ma ad una serie di edifici che erano l'equivalente di vere e proprie piccole città, tanto che in alcune lingue, come il francese, i piccoli borghi si chiamano ancora oggi "villes"), e i resti degli edifici finora emersi (parte dei quali sepolti dall'eruzione del 6 novembre 472 dopo Cristo, che ebbe effetti devastanti come quella del 79 dopo Cristo nella stessa area) lasciano pensare che si tratti proprio di quella di proprietà della famiglia dell'imperatore.

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