La macchina potente, l'ostentazione della ricchezza. I soldi, la droga. E l'immancabile pistola. Cliché già visti nel mondo neomelodico, presi in prestito dai video rap in salsa gangsta americani e adesso riversati nella musica trap (un sottogenere musicale della musica hip hop). Ma questa volta, in un video musicale che di recente sta spopolando su Instagram, il protagonista è d'eccezione.

Non è lui che canta, ma è lui che la telecamera segue. Che racconta. Che mitizza. Quello che si vede nelle immagini, faccia ancora giovane per avere la barba ma con un cognome già pesante, è il figlio, incensurato, di Massimiliano Esposito, alias ‘o Scognato (senza denti), il boss della camorra di Bagnoli, periferia Ovest di Napoli. Esposito è di recente tornato in carcere dopo una libertà durata una manciata di mesi e preceduta da oltre venti anni di reclusione.

Il video trap con il figlio del boss

Il ragazzo, ancora minorenne, compare a pochi secondi dall'inizio del video, inquadrato subito dopo il gruppo di giovani che cantano (e mostrano una pistola). Scende dall'automobile, immancabile collana d'oro al collo. Breve stacco, di nuovo il gruppo, poi la scena torna sul protagonista con atteggiamenti scenici da baby boss: fa scendere dall'auto una ragazza, le apre galantemente la portiera, e insieme a lei si avvicina ad un ragazzo che, col volto coperto da un passamontagna, gli consegna dei soldi.

Il motivo si capisce un attimo dopo, quando la ragazza tira fuori dalla borsa un pacchetto e lo consegna a quello che ha pagato. Si, è la rappresentazione della vendita di droga, curata nei dettagli: uno incassa, l'altro consegna, in modo da non farsi trovare con droga e soldi. A giudicare dal quantitativo, è il rifornimento di una piazza di spaccio.

Qualche altro cambio di scena e si ritorna in quello che sembra il covo di una banda, con tanto di poster di Scarface, uno dei film più amati dalla malavita: quando il figlio del boss arriva lo accolgono a braccia aperte, lui posa una pistola sul tavolo e stappa una bottiglia di champagne. Nell'inquadratura si vede meglio la collana, c'è un enorme numero 65.

Un linguaggio che la camorra ha già adottato, che fa parte del simbolismo della malavita: se Emanuele Sibillo, il baby boss di Forcella, era ES17, con la 17esima lettera dell'alfabeto che è appunto la esse, questo 65 potrebbe far parte dello stesso codice: 6 come la lettera F, 5 come la lettera E. Ovvero: Famiglia Esposito.

Il clan camorristico Esposito a Bagnoli

Massimiliano Esposito, il padre del ragazzo, è indicato dalla Dda come personaggio di primissimo piano della camorra di Bagnoli. Un tempo legato allo storico clan D'Ausilio, ha successivamente formato un gruppo autonomo, che secondo le relazioni semestrali antimafia è stato retto dalla moglie durante la sua detenzione.
Lo Scognato era stato scarcerato nel giugno 2019 e, sebbene apparentemente si fosse lasciato alle spalle la vita criminale, nel quartiere c'era stato uno scossone: alcuni pregiudicati, legati a un gruppo rivale, erano stati costretti ad abbandonare Bagnoli.

Durante il lockdown Covid la famiglia Esposito aveva organizzato raccolte di beneficenza e si era proposta come riferimento per chiunque avesse avuto bisogno. Il 49enne è stato arrestato ad ottobre: irreperibile da fine luglio, quando si era sottratto agli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, i poliziotti della Squadra Mobile lo hanno trovato con la moglie nei pressi di un centro commerciale di Casoria (Napoli) con in tasca una patente e una tessera sanitaria false e quasi ottomila euro in contanti. Dopo il blitz contro i D'Ausilio, il gruppo Esposito è ritenuto egemone nella zona di Bagnoli, con influenza anche su Cavalleggeri, Agnano e parte del quartiere Fuorigrotta.