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5 Settembre 2022
11:45

“Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta”: da coro da stadio a Spotify, polemiche in Rete

Dai cori da stadio a brano su Spotify: “Vesuvio erutta, Napoli è distrutta” diventa una hit. Polemiche in Rete, chiesta la rimozione del brano.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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"Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta" esce dagli stadi e diventa una hit su Spotify: e in Rete scoppiano le polemiche. Il brano, a firma di Ultras United (che risulta essere un profilo verificato sulla popolare piattaforma di streaming), è ricalcato sulle note di "Freed from Desire", popolare hit degli anni Novanta prodotta da Gala, Maurizio Molella e Filippo Carmeni (aka Phil Jay), ed è diventato tristemente popolare perché cantato nelle curve degli stadi, in particolare da quella rossonera del Milan. E proprio lo stesso Ultras United, sul suo profilo verificato su Spotify, prima di questa canzone aveva pubblicato un'altra hit "da stadio" rossonera, "Pioli in on fire".

La canzone apparsa su Spotify, ma è mistero sulla data

La canzone "Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta" ha raccolto in breve tempo la quota di diecimila ascolti: numeri che però in queste ore sono destinati ad aumentare. Intanto, in molti in Rete stanno segnalando il profilo dell'artista Ultras United, chiedendo a Spotify di rimuovere il brano. Non è chiaro tuttavia l'esatta data di pubblicazione del brano: mentre per quello su Pioli la data è quella del 15 luglio 2022, quella sul Vesuvio visualizza come data il 1° gennaio 2020. In molti in Rete hanno pensato tuttavia ad una data molto più recente, visto che per due anni nessuno sembra aver visto o sentito questo brano: ipotesi che appare improbabile. Al momento, nessun commento né dall'artista Ultras United o tantomeno da Spotify: ma non è escluso che possa esserci chiarezza sulla vicenda nelle prossime ore.

Ruotolo e De Giovanni: "Non è cosa ‘e niente"

"Non è cosa ‘e niente. È come se fosse diventata una parola d’ordine negli stadi di mezz’Italia", hanno spiegato in una nota congiunta il senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni all'indomani del coro sentito sabato scorso dalle tribune dello Stadio Giuseppe Meazza durante Milan-Inter, "anche quando la squadra avversaria non è il Napoli, partono i cori razzisti contro i napoletani. Non è goliardia, non sono sfottò. È il sintomo di una malattia che c’è nel Paese e la politica, una certa politica, invece di prenderne le distanze, la cavalca. Non sono sufficienti le multe per discriminazione territoriale. Non sono solo tifosi isolati che quando vengono identificati vanno cacciati a vita dagli stadi. Dobbiamo chiedere alle società di realizzare una campagna di prevenzione. Ma se i cori si dovessero ripetere bisognerà procedere anche alla penalizzazione in classifica. A furia di dire è cos ‘e nient rischiamo di diventare niente", hanno concluso Ruotolo e De Giovanni.

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