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Vasta operazione nella Terra dei Fuochi, tre denunce e rifiuti pericolosi sequestrati

Tre operazioni distinte hanno portato al sequestro di un’area trasformata in discarica, di un’autofficina ed un furgone che trasportava rifiuti.
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Una vasta operazione nella Terra dei Fuochi è stata eseguita dagli dagli agenti del Corpo di Polizia Municipale di Pozzuoli, guidata dal Comandante Fabio Felice De Silva: operazioni che hanno portato alla denuncia di tre soggetti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, nonché al sequestro preventivo e probatorio di macchinari industriali, veicoli, rifiuti pericolosi e aree private non protette. Alla maxi operazione hanno partecipato anche militari del Raggruppamento Campania dell'Esercito Italiano, comandato dal Colonnello Andrea Crivellotto.

Nel primo caso, è stata scoperta un'officina meccanica priva di autorizzazioni e il cui titolare è stato denunciato per l'assenza totale di documentazione, di registri di carico/scarico e formulari identificativi dei rifiuti. L'attrezzatura e i rifiuti sono stati posti sotto sequestro mentre sempre al titolare sono state inoltre contestate gravi violazioni amministrative per la mancanza di autorizzazioni relative all'impatto acustico, alla SCIA commerciale e all'occupazione di suolo pubblico. Ritrovate sul posto anche batterie per auto esauste.

Nel secondo caso, scoperto un furgone che viaggiava carico di rifiuti speciali e senza alcun titolo autorizzativo: tra i rifiuti, materiale ferroso, tapparelle in plastica, alluminio e sacchi contenenti scarti di cartongesso e materiali di risulta edile. Qui ad essere denunciato è stato il conducente, che era anche senza patente (mai conseguita), senza assicurazione e senza revisione. Mezzo e rifiuti sono stati sequestrati, mentre l'uomo è stato anche multato oltre che denunciato a piede libero.

Infine, scoperta nel terzo caso un'area di circa 15 metri quadrati utilizzata come discarica abusiva di rifiuti non pericolosi. L'area, che è risultata di proprietà di una nota società della zona, non era recintata e così è scattato il sequestro. La Polizia Giudiziaria ha trasmesso gli atti all'Autorità Giudiziaria per valutare l'eventuale concorso o responsabilità omissiva da parte della società proprietaria del fondo per la mancata custodia dello stesso.

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