Vincenzo Garzia, il 47enne sotto processo per la morte di Lucia Caiazza con l'accusa di omicidio preterintenzionale, sarebbe stato violento non solo con la 52enne, picchiandola anche di fronte ad amici comuni, ma anche nei confronti della ex moglie, a cui aveva sferrato un calcio in petto davanti a tutti dopo che lei gli aveva fatto notare di avere la zip abbassata. Lo hanno raccontato davanti alla Corte di Assise di Napoli cinque testimoni, conoscenti di entrambi, che hanno riferito di sapere o di avere assistito alle violenze durante le uscite insieme.

Il 47enne è stato descritto come una persona avvezza alla violenza dai cinque testimoni, quattro donne e un uomo, che hanno raccontato di avere frequentato Vincenzo e Lucia. Durante la deposizione è emersa una precedente aggressione nei confronti della 52enne, che sarebbe stata schiaffeggiata in pubblico davanti agli amici per motivi di gelosia. La ex moglie di Garzia, invece, avrebbe rimediato un calcio in petto, sempre durante una uscita tra amici: su suggerimento di un altro presente avrebbe fatto notare al 47enne che aveva la zip dei pantaloni abbassata e lui la colpì al torace. La prossima udienza è stata fissata alla fine di aprile, verranno ascoltati i sanitari del 118 e il medico curante della vittima.

Lucia Caiazza era morta in ospedale il 14 maggio 2020, in seguito a una grave emorragia interna. Dall'autopsia era emerso che quelle lesioni potevano essere state causate da un grave trauma, come un pugno o un calcio. Si era pensato che potessero essere riconducibili a un lieve incidente stradale risalente a un mese prima, ma le indagini hanno svelato che invece erano conseguenza delle botte del compagno, che più volte l'aveva picchiata nella loro abitazione di Arzano (Napoli) tra il 4 e il 10 maggio. Garzia era stato arrestato il 15 ottobre dai carabinieri.