Traffico di rifiuti verso Thailandia e Turchia e furti nei cantieri RTI: sequestrate società e mezzi per 3 milioni

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A cura di Nico Falco
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I carabinieri hanno scoperto un giro di smaltimento illegale di rifiuti verso l’estero; al centro la Ricicla Campania di Albanella (Salerno), documentate anche false fatture.

I rifiuti, con documentazione falsa, finivano all'estero, in modo completamente illegale o con documentazione falsa: risultavano materiale di recupero, in realtà erano rottami ferrosi. È un vasto traffico di rifiuti, con spedizioni illegali verso la Thailandia e la Turchia, quello al centro delle indagini dei carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambiente, sfociate in una ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di alcuni imprenditori per tre milioni e quattrocentomila euro. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantità di materiale ferroso, prelevato prevalentemente presso cantieri della Rete Ferroviaria Italiana.

L'ordinanza cautelare, emessa dal gip di Salerno, riguarda gli accertamenti effettuati dal NOE a partire dal settembre 2022 e durate per diversi mesi, e che hanno interessato diverse regioni italiane e alcuni Paesi europei ed extraeuropei. Le indagini sono nate a seguito di un controllo effettuato nei confronti di un'azienda di Albanella (Salerno), attiva nel settore del trattamento e del recupero di rifiuti urbani e speciali.

I filoni di indagine principali sono due. Il primo riguarda la Ricicla Campania srl, con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e sede operativa ad Albanella: avrebbe inviato illegalmente in Thailandia rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, rottami ferrosi, parti di pneumatici e guarnizioni in plastica; le spedizioni, sempre in violazione della normativa, sarebbero state fatte con documentazione falsa o assente.

Il secondo filone ruota intorno alla Cermetal, che, attraverso una serie di prestanomi, avrebbe acquistato dalla Ricicla Campania dei rifiuti ferrosi in nero; in una occasione è stato accertato che oltre 5 tonnellate di quel materiale era stato esportato in Turchia spacciato come End of Waste, ovvero materiale di recupero. Ulteriori approfondimenti investigativi hanno portato al coinvolgimento nella gestione illecita di rifiuti di altre società (Cermetal Srl, CR Metalli Srl, Rag.Metal Srl, Autoricicla Srl, Rafecology Srl) col meccanismo del "giro di bolla", ovvero documentazione falsa emessa a nome di società inesistenti.

Il profitto di questo traffico illecito è stato quantificato in 3 milioni e 400 mila euro, somma per cui è partito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Sono stati inoltre confiscati impianti e automezzi delle società Cermetal, C.R. Metalli, Rafecology e Ricicla. Al termine delle operazioni il sequestro ha riguardato anche 71 conti correnti, 8 camion e gli impianti aziendali utilizzati per la gestione illecita e il trasporto dei rifiuti.

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