Alessandro Siani è da tempo entrato in un Olimpo artistico fin troppo sottovalutato: quello dei comici sui magneti da frigorifero. Chi frequenta il centro storico Napoli si è sicuramente imbattuto in venditori di mattonelline dipinte a mano, roba da pochi euro vendute sulle bancarelle, con impresso un proverbio, il verso di una canzone o una poesia napoletana ma anche una frase divertente, ironica o saggia dei “grandi” di Napoli. C'è Totò, c'è Pino Daniele. Ci sono Eduardo e Peppino De Filippo, c'è Sophia Loren, Vincenzo Salemme, Massimo Ranieri. C'è Massimo Troisi, c'è sempre Luciano De Crescenzo. E c'è Alessandro Siani.

Finire su un piccolo oggetto quotidiano, acquistato per regalare un sorriso ogni santo giorno nel luogo ‘di battaglia' per eccellenza di ogni casa, la cucina, è un omaggio gigantesco che andrebbe valutato per quello che è: una specie di Oscar napoletano.

Il gusto per la battuta epigrafica o “appoggiata” rapidamente da una buona spalla; la definizione di un fatto, di una persona, la mimica, l'onomatopea, la sparata sarcastica: chi ha seguito negli ultimi anni Alessandro Siani l'ha visto interpretare personaggi simpatici e buoni, dal Mattia di “Benvenuti al Sud” a Martino e Arturo (“Mister Felicità” e “Il giorno più bello del mondo”). Ma chi ha qualche anno in più e ha visto Siani esibirsi nei teatri o nelle tv private conosce (e vorrebbe rivedere presto) anche il comico tagliente, caustico, politicamente scorretto, uno dei pochi a saper ancora usare il dialetto napoletano come una sciabola.

Il personaggio “principe” di questo registro interpretativo è sicuramente Tatore. Chi è il Tatore di Alessandro Siani? È una parodia, uno di quei soggetti che tempo fa sarebbero stati definiti «simpatica canaglia»: gretto, ignorante, volgare ma mai oltre i limiti, è il disegno a pennarello di un tipico ragazzo napoletano con difetti e pregi; questi ultimi sono tutti condensati nelle risate che Tatore provoca coi suoi giochi di parole, con la gestualità e col racconto delle sue storie.  Lo stesso Siani lo definisce un «Pulcinella underground».

Siani–Tatore in "Fiesta"
in foto: Siani–Tatore in "Fiesta"

Tatore ha vent'anni e se li porta benissimo. Basta andare su Youtube per trovare ore di show di Siani con milioni di visualizzazioni. Dunque la maschera resiste, nonostante la nascita di decine di cabarettisti che Napoli ha sfornato come pizze nel corso di questi anni e che ne hanno cannibalizzato battute e gesti. Le situazioni messe in scena vent'anni fa erano davvero attualità: si pensi al Tatore con lo scooter, il “mezzo” ambientato nel vagone della metropolitana di Napoli proprio negli anni in cui i treni approdavano in periferia. Con gli anni anche chi ha amato alla follia Troisi o l'ironia di De Crescenzo ha fatto “entrare in casa” il sorriso di Siani che oggi ha un posto suo, di diritto, tra le memorie della Napoli che fu e quella che è oggi.

Perché la longevità di Tatore, dalle tv private allo show “Fiesta” è dovuta sì alla bravura dell'attore, ma anche al botta-e-risposta che ha anticipato la rapidità di reazione cui siamo abituati oggi col cellulare. Battute in napoletano strettissimo ma al tempo stesso capace di strappare una risata anche oltre il Garigliano.

Vent'anni sulla cresta e un personaggio di successo; Tatore non vive però nei film di Alessandro Siani: il suo naturale contesto sono le mini-storie, gli sketch, il cabaret. E per questo nasce “Rimandato in 7 materie”, prodotta e promossa da “Principe di Napoli” (scuola di gastronomia) col gruppo di e-learning Multiversity, Best Live e Run film, scritta, diretta e interpretata dall'attore e regista partenopeo, visibile sul sito dell'università Pegaso e sui canali social.

In un anno orribile per il mondo e in particolare per chi si sforza di strappare una risata agli altri, Siani ha celebrato il compleanno di Tatore ambientando le storie proprio in uno dei luoghi più colpiti dalla pandemia: la scuola. Tatore terribile ripetente e impreparato terrore dei professori e di tutto il personale scolastico, il «grande mezzo» il mitico scooter del personaggio ritorna in strada e intorno a Tatore/Siani e al due ruote un bel gruppo di attori, cabarettisti e volti noti della tv: Lello Musella; Rosaria De Cicco; Claudia Mercurio; Ivan Fedele; Gianluca Ansanelli; Emanuele Palamara; Gianni Parisi; Peppe Cantore; Gennaro Guazzo; Antonio Orefice, Francesco De Gregorio; Francesco Pio Vitiello.

Chiudono le 7 mini-storie piene di battute vecchie e nuove che sicuramente divertiranno gli appassionati del personaggio ma non solo, le interviste a giornalisti e critici che si soffermano sul ruolo e sull'impatto che il fortunato personaggio di Siani ha avuto sulla società nei primi anni 2000. Interviste girate negli studi napoletani della Run di Alessandro e Andrea Cannavale, un piccolo scrigno di memoria che contiene un tesoro di cultura napoletana: manifesti, copioni e fotografie di un altro grandissimo volto del cinema e del teatro napoletano, l'indimenticabile Enzo Cannavale.