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Tartufo nero pregiato di Norcia, riportava la scritta sul cartellino, subito accanto al prezzo: 1.990 euro al chilo. Quello che era esposto, però, era un altro tipo di tubero, molto più "economico": era stato acquistato a 310 euro al chilo e proveniva da Avellino, con un rincaro per la vendita di quasi 1.700 euro, ovvero poco più del 640%. Lo hanno scoperto i carabinieri forestali in un punto vendita di prodotti alimentari di via Marina, a Napoli; il titolare dell'attività commerciale è stato segnalato denunciato per frode in commercio.

La truffa è stata individuata durante i controlli mirati predisposti dall'Arma negli esercizi commerciali. I militari hanno esaminato la documentazione del prodotto in vendita e, attraverso i dati della tracciabilità, hanno appurato che quel tartufo, venduto come umbro, in realtà era irpino. A cambiare era proprio la specie del tubero: non si trattava di "tuber melanosporum", ovvero del tartufo nero pregiato di Norcia, ma di "tuber mesentericum", quello noto come tartufo nero ordinario o nero di Bagnoli Irpino, che viene venduto a un prezzo molto più basso.

Il prezzo dei tartufi è molto variabile, è soggetto ad oscillazioni anche di diverse centinaia di euro. Di norma, il tartufo nero pregiato può costare in media 800 euro al chilo ma il prezzo può arrivare fino a 1.800 euro. Il tartufo nero ordinario, invece, ha un valore molto più contenuto: è anche in questo caso soggetto a variazioni delle quotazioni, ma in media si aggira sui 200 euro al chilo. Cifre comunque alte, visto il tipo di prodotto, ma con questo stratagemma il venditore era riuscito ad applicare un sovrapprezzo al chilo di 1.700 euro. Il tartufo rinvenuto è stato sequestrato e sono in corso ulteriori accertamenti sui prodotti in vendita.