Sul masterplan dell’aeroporto di Capodichino strappo fra Pd e il sindaco Manfredi in Consiglio comunale

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Capo cronaca Napoli
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Gennaro Acampora e Pasquale Esposito, consiglieri Pd a Napoli
I Dem attaccano sul piano per lo scalo aeroportuale illustrato in Regione Campania ma mai approdato in Consiglio comunale.

Qualche ora prima, a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, col sindaco Gaetano Manfredi c'erano tre dei suoi assessori più importanti: Edoardo Cosenza, Infrastrutture; Laura Lieto, Urbanistica e Teresa Armato, Turismo, a magnificare il masterplan, (cioè il progetto di sviluppo) dell'aeroporto di Capodichino, un piano ambiziosissimo di lavori e allargamento dello scalo aeroportuale.

Quando, nel pomeriggio, si riunisce il Consiglio comunale di Napoli, si capisce che qualcosa non va. E non è solo per l'atmosfera di fine mandato, a metà fra un «liberi tutti» e un «si salvi chi può». E non è nemmeno perché fuori il complesso di Santa Maria la Nova, lì dove è temporaneamente allocato il Consiglio comunale, causa lavori post-incendio della sede di via Verdi, c'è la protesta contro la norma per i Bed and Breakfast, giudicata tardiva e addirittura dannosa dai movimenti per la casa.

Quel piano monstre per Capodichino illustrato poche ore prima ha sorvolato, è il caso di dirlo, il Consiglio comunale di Napoli, senza mai atterrarvi nemmeno per un dibattito. Domanda: è possibile che il cambiamento d'un pezzo di città così rilevante avvenga senza che l'Aula cittadina ne discuta? A Napoli pare di sì.

L'opposizione di centrodestra in Consiglio comunale non si pone proprio il problema. A farlo, invece, a sorpresa è il Partito Democratico, perno del centrosinistra che regge il campo largo che tanto piace a Manfredi. Pasquale Esposito, consigliere Dem, è dell'area Nord e mal digerisce il fatto che dei lavori di adeguamento, allargamento e riqualificazione dello scalo non se ne sia mai parlato in Consiglio. «Un investimento di milioni e nessun coinvolgimento, non c'è stato un momento di confronto. Parliamo di una questione urbanistica, d'uno stravolgimento dell'area Nord. Ora capisco pure perché il governatore Roberto Fico frenava nei mesi scorsi sull'aeroporto casertano di Grazzanise: sapeva di questo piano. Ricordo che Napoli, come poche città in Europa, ha l'aeroporto dentro la città, nello specifico nei quartieri San Pietro a Patierno e in parte a San Carlo all'Arena».

Il capogruppo Pd Gennaro Acampora condivide la dichiarazione. Il sindaco non è in Aula c'è la vice Lieto, c'è Armato, ci sono i due nuovi assessori Carlo Puca e Valerio Di Pietro. Esposito continua: «Io abito in quelle zone. Andate a vedere i rendering: quel progetto va a modificare una parte di Napoli e noi non ne sapevamo nulla. Basta coi centri commerciali, dobbiamo entrare in questi progetti come Consiglio comunale, non possiamo limitarci a leggerli».

E infine, l'affondo sul piano di opere cittadine: «Si parla di viale Maddalena interrato, si prende un pezzo del "Leonardo Bianchi". Mai discusso, non si sapeva nulla. La Gesac cosa sta restituendo a quei quartieri? Poco o niente. Dove sono gli studi sull'impatto ambientale? A Bologna hanno piantato alberi per attutire i rumori. Potevamo chiedere una collaborazione per formare i ragazzi, con le scuole, con gli stage. Non c'è niente».

Il Comune di Napoli non ha più partecipazioni nella Gesac, la società di gestione di LIRN, com'è definito in codice lo scalo aeroportuale partenopeo. Fu negli anni Novanta, durante la prima consiliatura di Antonio Bassolino sindaco, che un rampantissimo Roberto Barbieri, all'epoca assessore di area Pds alle Risorse Strategiche, oggi amministratore delegato proprio di Gesac spa, guidò la privatizzazione dell'aeroporto cittadino.

Al Comune rimase una quota residuale del 12 % che fu poi ceduta nel 2018 quando sindaco era Luigi De Magistris, in cambio di 35 milioni di euro. Regista dell'operazione, fu Carlo Borgomeo, attuale presidente di Gesac e già a capo della ormai fallita società di trasformazione urbana Bagnolifutura nel periodo di governo di Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Attualmente la Gesac è controllata dal fondo 2i Aeroporti spa 83,125%. La Città metropolitana di Napoli ha una quota dell'11,875% e una quota del 5% ce l'ha Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano scarl.

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