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Storia di Don Dolindo Ruotolo, il sacerdote delle profezie morto a Napoli il 19 novembre 1970

Don Dolindo Ruotolo, che nel 1965, predisse l’elezione di Papa Giovanni Paolo II, è venerato da centinaia di fedeli polacchi ogni anno in visita a Napoli.
A cura di Federica Grieco
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Don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano, considerato uno dei grandi mistici del ’900.
Don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano, considerato uno dei grandi mistici del ’900.

Ogni anno, il 19 novembre, centinaia di fedeli si recano nella chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes a Napoli, in via Salvatore Tommasi. Arrivano qui per rendere omaggio alla tomba di don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano e uno dei grandi mistici del Novecento, che predisse, 13 anni prima che avvenisse, l'elezione al soglio pontificio del polacco Karol Wojtyla, divenuto Papa Giovanni Paolo II.

Morto il 19 novembre 1970, il nome Dolindo deriva dal verbo latino doleo che significa "provare dolore, soffrire". Nulla di più appropriato, visto che il sacerdote partenopeo, quinto di undici figli, è cresciuto in una condizione economica  disagiata, accompagnata da forti sofferenze fisiche. La svolta arriva nel 1901, quando Dolindo viene avviato al sacerdozio assieme al fratello Elio.

Ma la sua resta una vita travagliata anche nella Chiesa, segnata dalle incomprensioni, che sono state causa della sua sospensione a divinis, dell'accusa di essere un «eretico formale e dogma» e dell'inquisizione da parte del Sant'Uffizio. Don Dolindo Ruotolo, servo di Dio, mistico, confessore, nel corso della sua vita, è stato sottoposto anche a una perizia psichiatrica, al termine della quale non è emerso alcun problema, e a esorcismo. È stato riabilitato definitivamente il 17 luglio del 1937.

Don Dolindo visse e operò a Napoli per tutta la vita

Don Dolindo, di cui è in corso la causa di beatificazione, è sepolto nella chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes a Napoli, in via Salvatore Tommasi. E ogni anno, da oltre cinquant'anni, il 19 novembre, centinaia di persone si recano sulla sua tomba per rendergli omaggio e per bussare tre volte sul marmo. In vita, infatti, il sacerdote partenopeo era solito dire ai fedeli: «Quando sarò morto, venite da me, bussate tre volte sulla mia tomba e io vi risponderò». Tra i cattolici che rendono omaggio al sacerdote delle profezie molti arrivano dalla Polonia.

Ma quella tra don Dolindo e Napoli è una storia che dura da sempre: egli, infatti, ha vissuto e operato per tutta la vita a Napoli proprio nella parrocchia nella quale è sepolto dal 1970. Celebri le parole di Padre Pio da Pietrelcina, oggi Santo, che ai fedeli partenopei che andavano a trovarlo a San Giovanni Rotondo diceva: «Perché venite qui se avete don Dolindo a Napoli? Andate da lui che è un santo».

L'elezione di Giovanni Paolo II e il crollo del muro di Berlino

«'O vecchiariello d' ‘a Madonna», come lo chiamano i partenopei, oltre a parlare con Gesù, la Madonna e il proprio angelo custode, predisse l'elezione di Karol Wojtyla a Papa e la caduta del muro di Berlino. In una cartolina indirizzata ad un diplomatico polacco, conte Vitold Laskowski, datata 1965, il sacerdote napoletano scriveva: «Ora la Polonia libererà il mondo dalla più tremenda tirannia comunista. Sorge un nuovo Giovanni che con marcia eroica spezzerà le catene oltre i confini imposti dalla tirannide comunista. Ricordalo. Benedico la Polonia».

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