(Abbiamo ricevuto e pubblicato in merito a questo articolo la replica del signor Silvio Staiano che trovate qui)

Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, si è vaccinata contro il Coronavirus e, come molti personaggi di spicco, ha deciso di farlo pubblicamente, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del vaccino per fermare la pandemia di Covid-19. Alcune persone hanno commentato così duramente e violentemente la foto da far scattare una inchiesta per odio razziale.

Un commento duro e che  sicuramente suscita sensazione è quello di un volto noto dell'imprenditoria campana: Silvio Staiano, proprietario di Capri Watch, noto marchio di orologi realizzati – come si evince dal nome – in Capri, con tanto di negozio nella prestigiosa Via Camerelle, la strada dello shopping sull'Isola Azzurra (qui la replica).

Sul suo profilo Facebook, Staiano ha condiviso il suo pensiero, pubblico e visibile a tutti, sulla scelta della Segre di farsi vaccinare pubblicamente. Le sue sono parole durissime: «Che vergogna! Questa donna deve vergognarsi per farsi ritrarre mentre fa il vaccino!" ha scritto il patron di Capri Watch. "Ma ancora peggio – continua Staiano – devono vergognarsi chi le ha fatto l'iniezione, chi ha fatto la foto e non meno chi l'ha pubblicata e chi la diffonde. Mi fate ribrezzo!Siete delle persone povere e siete servi di una schifosa speculazione. Bleah!».

Staiano ha provato a spiegare le sue ragioni

Qualche ora dopo il post-choc in questione, Silvio Staiano ne ha pubblicato un altro, in risposta a coloro che lo hanno criticato per la sua posizione contro Liliana Segre, provando a spiegare le ragioni dietro le sue parole:

Lo status di martire, superstite dell’obbrobrio nazista, verso cui ho il massimo rispetto e solidarietà umana non la rende immune da quella che è una mia personalissima e rispettabile opinione, peraltro legittima: perché mai questa signora si deve rendere testimonial, cedendo la sua immagine (che dovrebbe restare privata) durante l’iniezione? Non è possibile contestare? La signora, è un’icona, una statua da celebrare ed osannare senza se e senza ma?