Si riteneva appartenente alla categoria "fragile" e quindi era convinto di dover ricevere il vaccino Pfizer. Così, quando gli hanno detto che avrebbe invece ricevuto l'Astrazeneca, indicato sulla base della sua storia clinica, non ha voluto sentire ragioni: ha insistito, ha urlato e ha insultato il medico che aveva davanti e che, inutilmente, cercava di spiegargli che per le sue patologie non c'erano i presupposti per la scelta dell'altro farmaco. È successo ieri nel centro vaccinale di Portici, in provincia di Napoli.

Protagonista è un anziano, che stando a quanto ricostruito non era residente a Portici ma proveniva da un comune limitrofo. L'uomo ha cercato di far valere quella che riteneva essere un proprio diritto, probabilmente influenzato dalla diffidenza diffusa nei confronti del vaccino Astrazeneca; per calmarlo sono intervenuti anche altri sanitari che erano nel centro vaccinale e i volontari dell'associazione nazionale carabinieri. La discussione, seppur arrivata a toni molto aspri, non si è tradotta in aggressione e il medico non ha voluto presentare denuncia.

L'episodio è simile a quelli registrati negli altri centri vaccinali campani, primo fra tutti quello decisamente più grave avvenuto, sempre ieri, nella Mostra d'Oltremare, dove alcuni cittadini sono arrivati alle minacce nei confronti dei medici e una persona avrebbe addirittura sputato in faccia ad una guardia giurata che cercava di riportare la calma durante le proteste. Nell'hub di Fuorigrotta altri disservizi si erano già registrati il giorno prima, il 3 maggio: molti dei vaccinandi, in particolare dei caregiver, erano risultati incompatibili col vaccino Astrazeneca e questo aveva portato all'esaurimento delle scorte di Pfizer; i cittadini erano rimasti in attesa, alcuni anche per tre ore, mentre l'Asl Napoli 1 aveva recuperato nuove dosi dall'Asl di Salerno.