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Si presentano con tablet e tuta blu: con una truffa hanno rubato medicine salvavita per 8 milioni di euro

Ercolano, colpo da 8 milioni ai farmaci per Alzheimer e sclerosi multipla: ritrovati in un capannone di Casalnuovo (Napoli). Merce restituita ai proprietari.
A cura di Redazione Napoli
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La truffa perfetta parte sempre da due elementi: la recitazione e la rapidità. Bisogna recitare bene la propria parte, crederci fino in fondo. Ed essere rapidi: non dar tempo alla vittima di pensare ad un possibile raggiro. Così dei finti corrieri sono riusciti a sottrarre farmaci destinati alla cura dell’Alzheimer e della sclerosi multipla per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro. Fortunatamente il colpo è durato poche ore, perché i carabinieri hanno recuperato l'intero carico denunciando i responsabili (che sono quindi a piede libero).

È accaduto a Ercolano, in provincia di Napoli, dove un'azienda specializzata nella produzione e nella bollinatura di medicinali per conto terzi è finita nel mirino di una truffa studiata nei dettagli. A far scattare l’allarme sono stati gli stessi vertici della ditta, che hanno contattato i carabinieri della Tenenza di Ercolano dopo aver scoperto l'anomalia. Secondo quanto ricostruito dai militari, tutto sarebbe iniziato con un falso ordine di ritiro inviato il giorno precedente al furto, apparentemente regolare e quindi che non destava al alcun sospetto.

La mattina successiva, due uomini si presentano nello stabilimento a bordo di un furgone Fiat Ducato. Uno di loro, vestito con tuta da lavoro blu e berrettino, si qualifica come autotrasportatore e mostra al magazziniere un tablet con il presunto ordine di consegna. La procedura sembra ordinaria: quattro bancali di medicinali vengono caricati con il muletto sul mezzo, che lascia l’azienda senza destare particolari sospetti.

Solo nel pomeriggio qualcosa non convince i dipendenti della società farmaceutica, che decidono di verificare le immagini del sistema di videosorveglianza interno. Il controllo della targa del veicolo, effettuato tramite un'applicazione dedicata, rivela però un dettaglio decisivo: il numero risulta associato a un'altra automobile. A quel punto parte la chiamata al 112.

I carabinieri acquisiscono immediatamente i filmati delle telecamere aziendali e quelli degli impianti di sorveglianza presenti lungo le strade della zona, avviando una ricostruzione rapida ma complessa degli spostamenti del furgone. È come cercare le tracce di Pollicino, ma con le telecamere. L'analisi delle immagini, telecamera dopo telecamera, consente di individuare il Fiat Ducato ripreso da una telecamera a San Sebastiano al Vesuvio: in quel frame compare la targa reale del mezzo, collegata a un contratto di noleggio. Nel frattempo erano state rimosse anche le scritte laterali riconducibili alla società proprietaria del veicolo, ulteriore elemento che conferma la pianificazione del raggiro.

Gli accertamenti conducono quindi a due uomini già fermati e denunciati l’11 febbraio a Parma. In quell’occasione erano stati controllati nei pressi di una farmacia mentre indossavano abiti riconducibili a una nota azienda di import-export. Il confronto tra le immagini registrate a Parma e quelle dell’azienda di Ercolano evidenzia una corrispondenza perfetta. I militari si mettono così sulle tracce dei sospettati: un 33enne di Sant’Antimo e un 53enne di Napoli, entrambi già noti alle forze dell'ordine.

I due risultano irreperibili nelle rispettive abitazioni, ma poco dopo il 53enne viene rintracciato in strada e accompagnato in caserma. Durante l’interrogatorio ammette il proprio coinvolgimento nella truffa, sostenendo però di aver successivamente gettato i farmaci perché impossibili da piazzare sul mercato nero. Negare, negare l'evidenza: altra caratteristica della truffa.

La versione non convince gli investigatori. Coordinati dalla Procura di Napoli, i carabinieri proseguono le indagini ricostruendo con precisione il tragitto compiuto dal furgone dopo il furto. Il percorso porta fino a un capannone industriale di Casalnuovo di Napoli, dove vengono ritrovati tutti i bancali di medicinali sottratti. Per la vicenda viene denunciato anche il proprietario del deposito, un 55enne napoletano. L’intero carico farmaceutico è stato restituito all’azienda proprietaria, mentre le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori complicità e accertare se dietro il tentativo di sottrazione dei farmaci vi sia un’organizzazione più ampia specializzata in questo tipo di truffe.

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