Scuole chiuse per l’incendio di Airola: la decisione a Benevento e Avellino
Scuole chiuse, pubbliche e private di ogni ordine e grado, in alcuni comuni delle province di Benevento e di Avellino, dopo il grosso incendio scoppiato ieri nell'area Pip di Airola. Il rogo ha devastato un sito di stoccaggio di rifiuti di plastica e di balle, sottoposto a sequestro giudiziario. L'Arpac sta monitorando i livelli di inquinamento dell'aria per scongiurare il rischio di una nube tossica. La colonna di fumo sprigionata, infatti, è stata enorme, visibile a decine di chilometri di distanza, e i rifiuti hanno bruciato per ore. Oggi i vigili del fuoco sono ancora sul posto per completare le operazioni di spegnimento, le quali, assieme al successivo smassamento, proseguiranno per diversi giorni. A causa delle difficili condizioni operative all'interno del sito, i Vigili del Fuoco impiegheranno a breve dei dispositivi robotizzati per operare in sicurezza. La nube di fumo intanto si è spostata verso i comuni del Partenio a causa delle condizioni climatiche di questa notte.
Diversi comuni della zona, in particolare della Valle Caudina, hanno emanato ordinanze contingibili e urgenti, invitando la popolazione a chiudere porte e finestre e a non sostare all'aperto. In Campania gli studenti delle scuole pubbliche, secondo il calendario scolastico regionale, torneranno sui banchi di scuola da martedì 15 settembre. Tuttavia, molte scuole private hanno anticipato l'apertura già ad oggi. Mentre alcuni istituti, in base all'autonomia scolastica, hanno stabilito un diverso calendario (a Napoli, ad esempio, le comunali partiranno l'11 settembre). Le scuole, sia pubbliche che private, ad ogni modo, sono già aperte da oggi per gli insegnanti ed il personale Ata. Bisogna, infatti, avviare tutte le attività propedeutiche, come il conferimento degli incarichi a termine per le supplenze, fare i primi collegi dei docenti, pulire gli istituti per renderli pronti per accogliere gli studenti.
Scuole chiuse ad Airola e Rotondi
Il Comune di Airola, guidato dal sindaco Vincenzo Falzarano, ha annunciato la pubblicazione di due ordinanze, tra le quali una prevede la chiusura di tutte le scuole per le giornate di martedì 1 settembre e mercoledì 2 settembre. "Sono in corso di emanazione – scrive il Comune di Airola – due ordinanze comunali di carattere contingibile e urgente. "Con la prima si dispone la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado nonché dei centri estivi pubblici e privati operanti sul territorio comunale, la chiusura di tutte le azione operanti sul territorio comunale e degli uffici comunali (fatta eccezione per la Polizia municipale e la Protezione civile). Con la seconda si dispone, ad integrazione dell'ordinanza emessa nella giornata di ieri, il divieto di esposizione di prodotti alimentari e ortofrutticoli all'esterno degli esercizi commerciali, rinnovandosi la raccomandazione di consumare frutta e verdura solo previo accurato lavaggio".
Anche a Rotondi, in provincia di Avellino, il sindaco Sergio Finelli ha emanato una ordinanza di chiusura precauzionale per il giorno 1 settembre di tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, presenti sul territorio del Comune. "La situazione emergenziale – scrive il primo cittadino – risulta tuttora in evoluzione e che, allo stato, non sono ancora disponibili elementi definitivi tali da consentire di escludere, per la giornata di domani, il possibile interessamento del territorio comunale da parte dei fumi e dei prodotti della combustione. Gli organismi sanitari hanno raccomandato, in relazione all'evento, di evitare la permanenza prolungata all'aperto, mantenere chiuse porte e finestre e limitare l'immissione negli ambienti interni di aria proveniente dall'esterno".
A Cervinara, nell'Avellinese, con Ordinanza Sindacale 11, "è stata predisposta la chiusura precauzionale di tutti i plessi dell'Istituto Onnicomprensivo "Francesco De Sanctis" a seguito dell'incendio verificatosi nel sito di stoccaggio dei rifiuti ubicato nel Comune di Airola".
L'ordinanza dispone la "chiusura, per l'intera giornata di martedì 1° settembre 2026, di tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, presenti sul territorio del comune di Rotondi. La chiusura comprende gli edifici scolastici, le relative pertinenze, palestre e spazi esterni annessi, con conseguente sospensione delle attività didattiche, educative e formative in presenza. Sono altresì sospese, per la medesima giornata e presso gli edifici interessati, le attività extrascolastiche, sportive, ricreative e aggregative che comportino la presenza di persone negli spazi scolastici, fatta salva ogni diversa determinazione organizzativa di esclusiva competenza delle istituzioni scolastiche per le attività che non richiedano l'accesso agli edifici. I Dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni scolastiche pubbliche e private presenti sul territorio comunale sono incaricati, per quanto di rispettiva competenza, di assicurare la tempestiva informazione alle famiglie, agli studenti e al personale.La situazione sarà oggetto di costante monitoraggio nel corso della giornata del 1° settembre 2026, sulla base dell'evoluzione dell'incendio, delle condizioni meteorologiche e delle comunicazioni e risultanze provenienti da ARPAC, ASL, Vigili del Fuoco, Prefetture e dagli altri organismi competenti.Ogni eventuale proroga della chiusura oltre il 1° settembre 2026 sarà disposta esclusivamente mediante successivo provvedimento, qualora permangano le condizioni che ne giustifichino l'adozione".
Il sindaco di Montesarchio: "Chi doveva vigilare sul deposito sequestrati"
Il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, chiede di fare chiarezza sulla matrice dell'incendio. "Il sequestro non può diventare abbandono. Ora vogliamo sapere chi doveva intervenire. Quello che è accaduto ad Airola riguarda tutta la Valle Caudina. La nube non conosce confini comunali e quando sono in gioco l'ambiente e la salute dei cittadini nessun sindaco può considerarsi estraneo. C'è però una questione sulla quale credo sia necessario fare immediatamente chiarezza. Se, come risulta dalle informazioni disponibili, l'area interessata dall'incendio era già sottoposta a sequestro giudiziario, chi ne aveva la custodia? Chi doveva garantirne la messa in sicurezza? Chi doveva provvedere alla rimozione dei rifiuti? Da quanto tempo quei materiali erano lì? E soprattutto: perché erano ancora lì?Le istituzioni competenti conoscevano la situazione?Erano state impartite prescrizioni?".
"Qualcuno aveva segnalato il pericolo rappresentato dalla permanenza di quella enorme quantità di materiale? – si chiede il primo cittadino di Montesarchio – Sono domande semplici alle quali, dopo quello che è successo, la Valle Caudina ha diritto di avere risposte.Per questo ritengo che i Sindaci dei Comuni interessati debbano muoversi insieme.Dobbiamo acquisire tutti gli atti, verificare cosa sia accaduto e valutare la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica affinché siano accertate eventuali responsabilità e omissioni.E se dalle indagini dovessero emergere reati e un danno ambientale per i nostri territori, ritengo che i Comuni interessati debbano valutare anche la costituzione di parte civile.Non si tratta di cercare oggi un colpevole.Si tratta di pretendere la verità.Perché un'area sequestrata non può trasformarsi in un luogo dimenticato fino al giorno in cui accade un disastro.Prima viene la salute dei cittadini.Poi vengono le responsabilità.E su entrambe pretendiamo chiarezza".