L’incendio di Airola non è finito, ci sono ancora i vigili del fuoco. Mastella: “Rischio di pericolosi contaminanti nell’aria”
L'incendio di Airola che ieri ha devastato un sito di stoccaggio rifiuti nell'area Pip non è finito. A quasi 24 ore dal rogo, a quanto apprende Fanpage.it, i vigili del fuoco stanno ancora operando sul posto. Le fiamme hanno bruciato i rifiuti che erano depositati all'interno dell'area interessata, tra i quali anche oggetti di plastica. Da qui, il timore dell'inquinamento dell'aria. Dal rogo, infatti, si è levata una enorme colonna di fumo nero che in poco tempo, agevolata dal vento, si è estesa su gran parte del Sannio. Allarme anche a Benevento, dove il sindaco Clemente Mastella ieri sera ha rivolto un messaggio ai cittadini: "Il grave rogo che ha interessato l'area industriale di Airola potrebbe avere liberato in aria pericolosi contaminanti. Pertanto invito, precauzionalmente, anche i cittadini di Benevento a tenere chiuse porte e finestre. Seguiremo l'evolversi della situazione in collaborazione con Arpac che sta eseguendo i monitoraggi".
L'Arpac: "Bruciati rifiuti plastici e balle"
L'Arpac, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Campania, guidata dal presidente Stefano Sorvino, ha predisposto gli strumenti di monitoraggio ambientale. Ma è ancora presto per fare valutazioni precise. Al momento ci sono solo indicazioni di cautela. Evitare quindi di sostare nell'area interessata e di respirare i fumi potenzialmente nocivi. Secondo quanto dichiarato dall'Arpac, il monitoraggio riguarda "una serie di inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi a seguito dell’incendio divampato nel sito di stoccaggio rifiuti. Mediante un campionatore ad alto flusso di aria posizionato nella direzione della colonna di fumo osservata al momento dell’inizio dei campionamenti, l’Arpa Campania ha avviato il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi. Sono inoltre in funzione campionatori passivi nell’area circostante il luogo dell’incendio, per la determinazione delle concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico, ammoniaca".
A una prima osservazione, i tecnici del dipartimento Arpac di Benevento hanno constatato che "il materiale interessato dalla combustione è composto prevalentemente da rifiuti plastici e di carta stoccati in balle". Sulla base dell’evoluzione dell’evento in corso, l’Agenzia "sta anche valutando l’invio sul posto di un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene, xilene".
Legambiente: "Attivare procedure di emergenza"
Secondo Legambiente, "in attesa di chiarire rapidamente la matrice dell'innesco, è necessario attivare senza ritardi tutte le procedure di prevenzione comportamentale previste per la gestione delle emergenze ambientali e sanitarie: informazione tempestiva alla popolazione, misure di autoprotezione e valutazione del rischio per le comunità esposte. In questo senso, l'ordinanza emanata dal Comune di AIROLA rappresenta un primo passo, da aggiornare nelle prossime ore in base all'evoluzione dell'evento".
In presenza di combustioni che coinvolgono rifiuti e materiali potenzialmente critici, è altrettanto indispensabile, ricorda Legambiente, "avviare immediatamente i monitoraggi ambientali di qualità dell'aria, delle ricadute al suolo e delle matrici sensibili, così da definire con dati certi l'impatto del rogo e orientare le decisioni delle autorità competenti. Trasparenza e tempestività sono condizioni essenziali per garantire sicurezza e fiducia alle comunità coinvolte. Legambiente Campania e il circolo Legambiente Valle Caudina "continueranno a seguire l'evoluzione della situazione, chiedendo piena chiarezza sulle cause dell'incendio e un rafforzamento dei controlli nei siti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti, troppo spesso esposti a criticità che mettono a rischio ambiente e salute".