Antinoo non è più comitato Arcigay a Napoli ma tiene il marchio Napoli Pride

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Capo cronaca Napoli
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Antonello Sannino di Antinoo Napoli
Il Collegio di Garanzia respinge il ricorso: confermata la decisione di Arcigay nazionale. Il 31 agosto eletta nuova presidente Antonella Capone.

Le scintille nel mondo dell'associazionismo LGBTQIA+ napoletano sono note da tempo. Ultima, in ordine di tempo, la decisione del Consiglio Nazionale di Arcigay, che ha disconosciuto ad Antinoo Arcigay Napoli la funzione di comitato territoriale. Motivo? «Comportamenti incompatibili» con i valori dell'associazione guidata all'epoca da Antonello Sannino, in particolare nei rapporti con Israele. L'associazione aveva impugnato la delibera davanti al Collegio di Garanzia nazionale. La decisione di quel ricorso, datata 4 settembre, è negativa: il Collegio di Garanzia ha respinto integralmente l'istanza.

Sul piano statutario interno, quindi, la partita sembra chiusa: Antinoo non è più comitato territoriale riconosciuto.  Il 31 agosto la stessa associazione ha rinnovato le cariche; l'assemblea ha eletto all'unanimità Antonella Capone come nuova presidente.

Ma è quello che accade nel frattempo, sul piano dei marchi, ad essere interessante. Antinoo Napoli, quando era ancora guidata da Sannino, ha depositato all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, una domanda di marchio d'impresa denominativo per la dicitura «Napoli Pride», in qualsiasi modo scritta. Antinoo vuol fare in modo che nessun altro evento LGBTQIA+ all'ombra del Vesuvio possa definirsi «Napoli Pride».

La domanda copre non solo la classe 41 (organizzazione di eventi, sfilate, intrattenimento, editoria), che è quella naturalmente collegata a una manifestazione come il Pride, ma anche cosmetici e profumeria, gioielleria, cartoleria e editoria a stampa, pelletteria, tessuti, abbigliamento, giocattoli e videogiochi, prodotti per fumatori e sigarette elettroniche, servizi commerciali e di vendita al dettaglio online e offline in decine di settori, servizi finanziari e immobiliari, telecomunicazioni, ristorazione, servizi medici e veterinari, e persino servizi legali e sociali.

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L'estratto della registrazione

La replica di Antinoo

In seguito alla richiesta di rettifica avanzata da Antinoo Arcigay Napoli, tramite l'avvocata Mara Biancamano, si precisa quanto segue:

L'associazione sostiene che il deposito della registrazione del marchio "Napoli Pride" risalga in realtà al giugno 2024, con registrazione perfezionata il 24 gennaio 2025, e che l'atto del 28 agosto 2026 abbia semplicemente «allineato la registrazione denominativa a una già esistente registrazione descrittiva».

Su questa base Antinoo contesta che vi sia una «correlazione temporale» con lo scontro con Arcigay nazionale, facendo notare che le polemiche nazionali sarebbero emerse solo nel 2025 e nel 2026, quindi successivamente al primo deposito indicato dall'associazione. L'associazione precisa inoltre che «la titolarità del marchio è in capo al soggetto collettivo Antinoo Arcigay Napoli e non alla persona fisica di Antonello Sannino, e richiama come prassi diffusa nell'associazionismo LGBTQIA+ la registrazione dei marchi delle manifestazioni Pride da parte dei rispettivi comitati organizzatori, citando gli esempi di Roma Pride, registrato dal Circolo "Mario Mieli", Milano Pride, registrato da Arcigay Milano, e Genova Pride, registrato da Arcigay Genova».

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