Campane dei rifiuti bruciate, cassonetti e bidoncini usati come arieti o lanciati contro le auto delle forze dell'ordine e danneggiati. In frantumi anche i vetri delle pensiline delle fermate del bus Anm. Sono ingenti i danni provocati durante gli scontri per le proteste contro il coprifuoco nella notte tra venerdì e sabato a Napoli. L'Asìa ha cominciato già da subito a fare la conta dei danni. Circa 20 i beni danneggiati o completamente distrutti, tra campane, cassonetti e bidoni dei rifiuti, dislocati soprattutto nella zona di Santa Lucia e del Lungomare, dove si sono registrati i disordini, ma anche lungo il tragitto tra via Mezzocannone e piazza Borsa. L'odore di bruciato delle campane della plastica date alle fiamme ha pervaso la città per tutta la mattinata di sabato. Distrutti 20 campane e bidoni. Danneggiato materiale per 10mila euro, spiegano da Asìa Napoli. Mentre i costi totali per i danni degli scontri si aggirano attorno ai 50mila euro.

Asìa: “Campane danneggiate già sostituite”

Il materiale danneggiato nel corso degli scontri per il coprifuoco è già stato rimosso nella mattinata di sabato e sostituito nel weekend dagli operatori Asìa, la partecipata dell'igiene urbana del Comune di Napoli, presieduta da Maria De Marco. Tutte le postazioni, spiegano da Asìa Napoli, sono state ripulite, igienizzate e risistemate. Sono stati rimossi tutti i frammenti di vetro e cristallo esplosi a causa delle fiamme. Danni si sono registrati anche alle pensiline Anm, danneggiate dai manifestanti durante i disordini. In alcuni casi i vetri delle pensiline sono andati in frantumi e anche in questo caso è stato necessario l'intervento degli operatori di Asìa per rimuovere tutti i detriti. “Questi episodi – spiega Francesco Vernetti, presidente della commissione comunale Qualità della Vita – non hanno nulla a che vedere con le difficoltà di commercianti, imprenditori e cittadini che in questa fase storica che stiamo vivendo sono messi a dura prova sia psicologicamente che finanziariamente. Chi ha creato ad arte una situazione di guerriglia urbana con enormi danni per la comunità non può definirsi napoletano, ma è anzi nemico della città. I costi per i danni prodotti negli scontri ricadranno su tutta la comunità napoletana”.