Si riducono i consiglieri di Città Metropolitana Napoli: stop ai subentri, è finita la lista M5S

Il consiglio della Città Metropolitana di Napoli perde consiglieri. Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha esaurito la lista dei surrogabili, cioè dei consiglieri comunali o dei sindaci candidatisi alle elezioni metropolitane del 2022, che possono subentrare quando i consiglieri metropolitani eletti vanno via per vari motivi: per decadenza, ad esempio, o perché eletti ad altro incarico, come per entrare in Parlamento o al consiglio regionale. In quest'ultimo caso, però, non c'è automatismo, perché non c'è incompatibilità, deve essere il consigliere metropolitano a dimettersi per optare per un solo incarico.
Il caso è scoppiato venerdì scorso, quando è caduto il consiglio comunale di Afragola, in provincia di Napoli, dove il sindaco Antonio Pannone è stato sfiduciato. La conseguenza è che è decaduta anche la consigliera metropolitana pentastellata Marianna Salierno, afragolese, , che peraltro aveva anche parte delle deleghe alla Edilizia Scolastica – condivise con Ilaria Abagnale. Salierno aveva competenza da Portici a Ischitella. Abagnale da Sant'Antonio Abate a Portici. Si tratta di una delle competenze più importanti per l'ex Provincia, assieme alla gestione delle strade provinciali. La lista del M5S del 2022, come detto, si è esaurita: non ci sono più surrogabili in lista che abbiano il requisito di essere consigliere comunale o sindaco del Comune. Per cui la Salierno non potrà essere sostituita.
Il consiglio metropolitano scende a 23 consiglieri
A quanto apprende Fanpage.it da fonti accreditate, gli uffici della Città Metropolitana stanno valutando la situazione. L'ipotesi è che il consiglio metropolitano scenderà dagli attuali 24 a 23 consiglieri metropolitani, con relativo abbassamento anche della soglia di maggioranza. Ma non finisce qui. Perché, dopo le elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre scorsi, a venire meno potrebbe essere anche un altro consigliere metropolitano, Salvatore Flocco, eletto in Regione sempre con il M5S, il quale, se non dovesse dimettersi, sarebbe costretto a dover sopportare il triplice ruolo di consigliere comunale, metropolitano e regionale. Nel caso dovesse dimettersi, invece, i consiglieri metropolitani scenderebbero a 22.
Diverso il caso di Rosario Andreozzi, anche lui consigliere comunale a Napoli (con Napoli Solidale) e metropolitano (con Napoli Metropolitana), che ha già chiarito che non si dimetterà, ma manterrà i tre incarichi. All'ex Provincia c'è già un precedente, quello di Domenico De Siano, che una decina di anni fa, con l'ex giunta di Luigi Cesaro. Ad ogni modo, l'agibilità del consiglio metropolitano sarà garantita finché resterà in carica almeno la metà più uno dei consiglieri assegnati, quindi almeno 13. Se si dovesse scendere al di sotto di quel numero, il Consiglio sarebbe sciolto. Ma si è molto lontani da questa eventualità, mentre le prossime elezioni sono previste nel 2027, salvo eventuali riforme.
Lo stesso Flocco è anche consigliere delegato – in pratica un assessore, considerato che in Città Metropolitana non esiste una giunta – con deleghe pesanti, come Protezione Civile e Beni Confiscati. Nel caso dovesse scegliere di dimettersi dal consiglio metropolitano per andare in Regione, si porrà, quindi, anche un problema di natura politica delle deleghe finora tenute dal nutrito gruppo M5S in Città Metropolitana. Nel consiglio metropolitano resterà, infatti, una sola pentastellata, Anna Chiatto, anche lei entrata per subentro e al momento priva di deleghe. Gli altri consiglieri metropolitani del M5S Salvatore Cioffi e Salvatore Pezzella, infatti, sono decaduti dopo lo scioglimento dei rispettivi consigli comunali di Pomigliano d'Arco e Giugliano in Campania. Le deleghe a Scuola, Protezione Civile e Beni Confiscati andranno tutte alla Chiatto?
La proclamazione in Regione Campania
Tempi lunghi, intanto, per proclamazione del nuovo consiglio regionale della Campania. Al momento, si è nella fase del riconteggio dei voti del Presidente in Corte d'Appello. L'ufficio elettorale sarebbe a circa il 50 per cento dell'opera. Poi bisognerà passare ai voti dei consiglieri regionali, dove c'è l'incognita ricorsi. In alcuni casi, infatti, a separare gli eletti da quelli che non ce l'hanno fatta sono una manciata di preferenze. Generalmente queste operazioni non superano i due mesi. Ma c'è l'incognita delle feste di Natale che potrebbe allungare ancora l'attesa. Tempo utile per il neo-governatore Roberto Fico, per mettere a punto la squadra di governo regionale.