Presidenza Fico in Regione Campania

Roberto Fico: “Io vorrei il Reddito di cittadinanza in Campania, ma deve farlo un governo, non la Regione”

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Capo cronaca Napoli
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Roberto Fico, 52 anni il prossimo 10 ottobre
Scontro in Consiglio regionale, Fico replica al centrodestra sul Reddito: “Nessuno vuole stare sul divano, chi ha la pancia piena non crede a chi digiuno”

«Il reddito di cittadinanza io lo vorrei, ma non come Regione Campania, perché non lo può fare una Regione, lo deve fare una nazione». Roberto Fico ha ascoltato tutti gli interventi in Consiglio regionale durante la discussione del Documento programmatico di finanza e gran parte del dibattito iniziale si è ridotto a «reddito di cittadinanza sì o no?».

La maggioranza di centrosinistra ha inserito in questo «libro dei desideri» della Regione una misura di sostegno a chi non ha reddito e inevitabilmente nel centrodestra è diventato il processo a quello che non c'è. Perché l'RdC non si può fare. Mai potrebbe ritornare coi soli fondi del bilancio di Palazzo Santa Lucia.

L'obiettivo è qualcosa di più definito, un provvedimento di sostegno al reddito destinato a soggetti over 55, fuori dal mercato del lavoro, troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per avere un'occupazione stabile, non rientranti – per una serie di motivi che rappresenteranno poi i paletti della misura ancora tutta da scrivere – in nessuno dei sussidi già previsti da Stato ed Enti Locali. Insomma, «gli invisibili» che pure popolano le statistiche del Censis e dell'Istat e, purtroppo, fanno sempre più spesso capolino anche nelle mense per i poveri.

Nel centrodestra ieri in Consiglio l'argomento ha sollecitato l'eloquio di molti. Tutti però partivano da una distorsione argomentativa, dando per certo un ritorno del Reddito di Cittadinanza in Campania, la regione che peraltro prima in Italia, durante le due legislature di Antonio Bassolino, sperimentò il Reddito Minimo di Inserimento.

Francesco Iovino di Lista Cirielli: «Visti i risultati del reddito di cittadinanza un po' mi preoccupo. Ci siamo impelagati in una strada dell'assistenzialismo». Raffaele Pisacane di Fratelli d'Italia: «Non ci sarà mai un voto favorevole a una forma di reddito che premia solo chi vuole restare sul divano a non far nulla». L'intervento forse più duro, quello di Roberto Celano di Forza Italia che ha snocciolato un lungo elenco di giudizi negativi espressi negli anni da esponenti del centrosinistra, verso l'Rdc del governo Conte I, da Matteo Renzi a Nicola Zingaretti, da Francesco Boccia a Vincenzo De Luca. «Questo reddito è uno schiaffo ai pensionati e un'offesa alle famiglie monoreddito», dice.

E ancora: Massimo Pelliccia, capogruppo di Forza Italia: «Non c'è un rigo sull'emergenza abitativa, si nasconde dietro il reddito minimo. Non sappiamo nemmeno verso quale platea vogliamo indirizzare questo ragionamento». E infine, il capo dell'opposizione Gennaro Sangiuliano: «Chiediamo un reddito di dignità per i pensionati, perché un pensionato con meno di 1.200 euro al mese non può vivere, e il reddito di merito per i giovani di qualità. Non dobbiamo dare salario assistito: dobbiamo creare lavoro vero, reale, di qualità».

La difesa più forte a Fico arriva dalla pattuglia del Movimento Cinque Stelle, Gennaro Saiello ed Elena Vignati e quella più accesa è di Rosario Andreozzi di Alleanza Verdi-Sinistra: «Ringrazio i 5 Stelle per aver presentato questa proposta nella risoluzione di maggioranza. È stato uno dei pochi provvedimenti degli ultimi trent'anni che ha risposto veramente alle esigenze delle fasce più deboli».

Alla fine su questo tema forse è proprio il Partito Democratico, il più influente nella maggioranza, a non fare, usando un eufemismo, barricate in favore di Fico. E questo atteggiamento collima con quanto raccontato fuori dai banchi del Consiglio da alcuni esponenti di maggioranza che descrivevano un Pd attendista e in parte addirittura non convinto, che aspetta ulteriori specifiche in riunione di maggioranza e in Commissione Bilancio da parte del governatore prima di esprimersi con convinzione sul tema.

Tuttavia è proprio Roberto Fico che, intervenendo sul tema, anche in maniera piuttosto netta su certi aspetti, ribadisce la volontà di Palazzo Santa Lucia. «Lo dico fuori da ogni polemica: se prendiamo i dati nazionali, l'uso improprio del Reddito di cittadinanza, è stato circa l'1,5%. L'uso improprio delle casse integrazioni in deroga delle imprese durante il Covid è stato circa il 34%». E ancora: «Il Reddito di Cittadinanza non c'è più, io lo vorrei, ma non come Regione, perché non lo può fare una regione, lo deve fare una nazione», dice.

E poi c'è la parte che risponde in maniera aspra al centrodestra e pure a qualche mugugno di maggioranza. Dice Fico: «Spesso chi ha la fortuna, la bravura e la competenza di essere un consigliere regionale, un direttore di azienda, di poter guadagnare bene, quindi ha in qualche modo la pancia piena, e chi ha la pancia piena non crede alla persona che è digiuna. Allora questo consiglio regionale, e questo è il mio consiglio, ma la giunta su questo già sa tutto, deve stare molto attento e credere molto alle persone che oggi hanno difficoltà ad andare avanti e hanno una difficoltà enorme di inserimento nel mercato del lavoro a 55, 56, 57 anni. E su questo non temiamo nessun tipo di sfida rispetto al fatto che penseremmo di aiutare persone che non vogliono lavorare, che vogliono stare sul divano. Ma chi vuole stare sul divano? Questa è un'offesa alla dignità delle persone. Chi vuole stare sul divano oggi? Nessuno».

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