Riscaldamenti rotti a scuola, comunicazione ai genitori: “I ragazzi portino un plaid in classe”

Chissà cosa ne avrebbe pensato colui cui l'istituto comprensivo di Marigliano, area a Nord di Napoli, è intitolato, ovvero don Lorenzo Milani, il priore della celebre "Scuola di Barbiana". Nell'istituto mariglianese a qualche giorno, esattamente da giovedì 23 gennaio, fa freddo: l'edificio è privo di riscaldamento a causa del blocco della pompa di calore a servizio dell'impianto termico, anzi precisamente del chiller, un grosso macchinario a compressione meccanica, usato per grandi ambienti.
L'iter per segnalare il guasto è stato correttamente avviato: guasto segnalato dalla ditta affidataria del servizio di manutenzione, ditta che fa ricognizione e risponde spiegando l'accaduto e i tempi. È proprio questo il problema: dai rilievi tecnici è emersa la necessità di sostituire diversi componenti. Pezzi di ricambio ordinati, ma i tempi di consegna e montaggio incerti: il Comune parla di 7 e i 10 giorni, ma mette le mani avanti «le tempistiche restano parzialmente incerte perché legate a «variabili di mercato e logistiche non direttamente controllabili».
Se tutto va bene, quindi, una settimana, forse due. Questo se tutto fila liscio. E nel frattempo? Per tutta la durata dell’intervento tecnico, la scuola è al freddo in uno dei periodo di allerta meteo per temperature rigide. La scuola ha disposto che, per la settimana dal 26 al 30 gennaio 2026, nel plesso "Don Milani" le lezioni si svolgano con orario ridotto, dalle ore 8.30 alle 12.30.
Tuttavia, nella comunicazione alle famiglie, la raccomandazione singolare di carattere pratico (e un po' deprimente): le famiglie sono state invitate a dotare gli alunni di plaid e di indumenti adeguati alle condizioni climatiche, per consentire lo svolgimento delle lezioni nonostante l’assenza del riscaldamento. Quindi i ragazzi (insieme ai docenti, ovviamente) o studiano col cappotto o con la coperta addosso.
