È dal mese di luglio che Vincenzo De Luca agita come uno spauracchio i suoi poteri circa la riapertura delle scuole in Campania. Il Covid preoccupa tutta l'Italia non solo la nostra regione e di certo Vincenzo De Luca non è l'unico amministratore locale del Paese ad essere preoccupato dei possibili contagi connessi al ritorno in classe: chi tenta di convincere del contrario sta facendo propaganda della paura in campagna elettorale e questo è un fatto. Ieri a Benevento De Luca ha bofonchiato che chissà, forse sì, forse no, riapriranno le scuole, scatenando un putiferio in un complesso meccanismo regionale che deve far fronte mica solo con i test sierologici e le mascherine, ma con la carenza di rotoli di carta igienica, altroché.

Poi dopo pranzo, evidentemente ristorato, De Luca ci ha ripensato e su Facebook è comparso un post  in cui assicurava che le scuole avrebbero riaperto. L'uomo solo al comando, protagonista di una campagna elettorale senza contradditorio, senza dubbi, certa come solo certe dittature sanno esserlo forse dovrebbe rendersi conto che sta giocando, sì giocando, sulla pelle di tanta gente, scatenando paure e dubbi, facendo ribollire un calderone già rovente da anni e anche per responsabilità sua – è da mezzo secolo che De Luca fa politica in Campania -.

Dunque forse una regolata se la deve dare. E se il Partito Democratico in Campania, col suo segretario regionale ectoplasma non è capace di dirglielo (o ne ha terrore) prenda l'iniziativa qualche ministro Dem che è al governo.

Il Signore delle Paure smetta di far campagna elettorale. Pensi ai tamponi, alle terapie intensive, pensi a non essere il primo rappresentante di quella politica politicante di cui tanto parla ma che è invece parte integrante della sua narrazione.