Regione Campania, come si risolve il caso Enzo Cuomo? La strategia di Fico e Manfredi è fare muro contro la destra
Ex senatore, ex sindaco, uomo forte del Pd nella popolosissima Portici, da gennaio assessore regionale con alle spalle trenta sedute di giunta, qualche decina di delibere e la firma su chissà quante lettere o ad avallo di quante determine dirigenziali: è chiaro che la Regione Campania di Roberto Fico non può che difendere il suo assetto e impedire ogni ipotesi di decadenza di Enzo Cuomo, assessore al Patrimonio.
La nomina, che ha ormai 8 mesi, ieri è stata messa in forse da un parere del ministero dell'Interno, firmato dalla sottosegretaria (ed esponente di Fratelli d'Italia) Wanda Ferro, su richiesta del senatore Fdi Sergio Rastrelli. In sintesi, al momento della nomina – secondo il parere del Viminale – Cuomo aveva ancora la titolarità dell'ufficio di sindaco di Portici, non essendo trascorsi i venti giorni dalla presentazione delle dimissioni previsti dall'articolo 53, comma 3, del Testo unico enti locali.
La lettura del centrodestra è che, sebbene la norma sull'ineleggibilità riguardi formalmente la candidatura a consigliere regionale, lo stesso vincolo si estenda anche a chi viene nominato assessore esterno in giunta senza essere passato dalle urne. Cuomo, infatti, non si è mai candidato a consigliere: era sindaco di Portici, e una volta concluse le Elezioni Regionali con la vittoria di Fico è stato indicato come assessore, dimettendosi solo a quel punto dalla carica comunale. Per il centrodestra, però, se la legge lo dichiarava incompatibile con la carica elettiva, questa condizione si applica per estensione anche alla sua posizione in giunta.
Ora che succede? Rastrelli ha scritto al presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi (Pd) chiedendogli di convocare la giunta per le Elezioni e far decadere l'assessore. Manfredi ha risposto che Cuomo non è consigliere regionale, non lo è mai stato e che lui di Cuomo non ha nessun documento: «La Giunta per le elezioni non ha potuto invece esaminare la posizione degli assessori, in quanto esterni al consesso e perché non è in possesso delle loro documentazioni autocertificate».
Il muro stile Italvolley si alza anche dalla giunta Fico che sfodera il primo atto del 26 gennaio scorso, di quando cioè l'esecutivo regionale si è riunito per la prima volta. In quel momento fu messo a verbale da Fico – Fanpage ha potuto leggere l'atto – che la Regione riconosceva come «accertato» «l’intervenuto decorso del termine di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni dalla carica di sindaco del Comune di Portici, avvenuta in data 31 dicembre 2025». Dai due Palazzi, dunque, respinta ogni questione in tal senso. È possibile che il centrodestra ora avanzi la richiesta di una seduta monotematica del Consiglio regionale sul caso. Sulla vicenda pende ancora il giudizio del Tribunale amministrativo; fonti della Regione Campania, consultate da Fanpage, riferiscono «massima tranquillità sull'esito positivo» del giudizio al Tar.