Quattrocento km per truffare un’anziana, al ritorno trovano la polizia: presi a Marcianise

Erano partiti dal Casertano alla volta dell'Abruzzo, destinazione Rosciano, quattromila abitanti in provincia di Pescara. Ad aspettarli, una 80enne preoccupata: al telefono l'avevano appena avvisata che il figlio aveva avuto un grave incidente e che doveva pagare per non farlo arrestare. Schema tipico della truffa, che stavolta si è concluso con un lieto fine: al ritorno i due truffatori, entrambi della provincia di Napoli, sono stati bloccati dalla Polizia Stradale.
La coppia è stata bloccata lo scorso 14 gennaio dalla pattuglia di Caserta Nord all'altezza del comune di Marcianise, nel Casertano, durante i controlli su strada: il loro veicolo era stato segnalato come utilizzato da persone dedite alle truffe agli anziani. Il nervosismo dei due è parso sospetto e gli agenti sono passati alla perquisizione: nell'abitacolo sono stati rinvenuti numerosi monili in oro e la somma di 650 euro in contanti.
Dalle indagini è emerso che i gioielli e i soldi erano stati precedentemente sottratti ad una donna di 80 anni, residente a Rosciano, raggirata col metodo del "finto nipote": la vittima era stata contattata telefonicamente da uno sconosciuto che, fingendo di essere il nipote, le aveva detto che il figlio aveva causato un incidente e che, per non farlo finire in carcere, avrebbe dovuto pagare una somma ai carabinieri; poco dopo, come nel più classico copione, un uomo si era presentato all'abitazione e, qualificandosi come carabiniere, si era fatto consegnare soldi e oro.
Dei due fermati, uno, classe 2005, è stato arrestato per truffa aggravata ed è in attesa dell'udienza di convalida con rito direttissimo; il complice, minorenne, è stato denunciato a piede libero per gli stessi reati alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni.