La sua barca è affondata nelle acque del porto turistico dell'isola di Procida: la proprietaria, invece di provvedere alla rimozione, l'ha abbandonata lì. Una donna di 57 anni, residente a Villaricca, nella provincia di Napoli, è stata così denunciata dai carabinieri della stazione di Procida e da quelli del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Napoli per violazioni in materia ambientale. Il relitto della barca, semi-affondata, è stato come detto abbandonato, in mezzo alle altre barche ormeggiate, nelle acque del porticciolo turistico dell'isola, che sarà Capitale italiana della cultura nel 2022, mettendo così a repentaglio l'ecosistema marino: dal mare affiora soltanto il tettuccio della cabina. I militari dell'Arma hanno così provveduto a mettere sotto sequestro l'imbarcazione, che sarà rimossa nei prossimi giorni.

Di tutt'altra natura, purtroppo, la vicenda occorsa nel dicembre del 2020 a Lago Patria, frazione del Comune di Giugliano in Campania, ancora nella provincia di Napoli, dove un uomo di 60 anni, di nazionalità algerina, ma da molti anni residente a Castel Volturno (Caserta), è deceduto durante una battuta di pesca. Il 60enne si trovava a bordo di una imbarcazione, in compagnia di un amico, quando il natante è improvvisamente affondato al largo, a circa 400 metri dalla costa. Inutili i tentativi di soccorso: il 60enne è annegato e il suo corpo è stato recuperato soltanto successivamente, mentre l'amico della vittima che si trovava anche lui a bordo della barca è stato tratto in salvo da un testimone, che ha assistito alla scena e si è tuffato in mare, riuscendo a riportarlo a riva.