Torna libero Antonio Carannante, l'assessore del comune di Procida che si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso 12 gennaio. L'ottava sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto il ricorso presentato dall'avvocato di Carannante, annullando l'ordinanza di custodia cautelare che era stata emessa dal giudice per le indagini preliminari D'Auria e su richiesta del pubblico ministero John Henry Woodcock.

Antonio Carannante si era dimesso dalla carica di assessore del comune di Procida ventiquattro ore dopo l'arresto. In sua difesa era intervenuto anche il sindaco isolano Ambrosino che, commentando la notizia delle dimissioni di Carannante dalla propria giunta comunale (eletta appena pochi mesi fa), aveva spiegato: "Sono sicuro che chiarirà la situazione che lo riguarda", confidando dunque nel proprio assessore nominato poche settimane prima. Antonio Carannante era stato arrestato e sottoposto al regime dei domiciliare perché secondo l'impianto accusatorio avrebbe tentato di estorcere ventimila euro a un imprenditore del posto, minacciando di denunciare dei presunti abusi edilizi se non avesse consegnato il denaro a una sua cliente. L'assessore avrebbe inoltre esercitato pressioni in Comune per favorire i propri clienti. Per lui l'accusa formulata era stata quella di estorsione aggravata e continuata, e per questo era stato assegnato al regime di custodia cautelare dei domiciliari: misura, quest'ultima, che quest'oggi il Riesame ha annullato, accogliendo dunque il ricorso dell'avvocato Tuccillo che difende il politico isolano, formalmente ancora dimesso dalla carica di assessore.