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28 Agosto 2021
12:55

Premi, aumenti e indennità per 5mila dipendenti bloccati al Comune di Napoli, è guerra coi sindacati

Premi di produttività, aumenti e indennità del 2020 per 5mila dipendenti bloccati al Comune di Napoli, a quasi 8 mesi di distanza dalla firma dell’accordo. Raffica di diffide dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil: “Pronti ad azioni giudiziarie se non si dà seguito alla delibera approvata”. Il prefetto diffida il Comune: 20 giorni per approvare il bilancio.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Premi di produttività, aumenti e indennità del 2020 per 5mila dipendenti bloccati al Comune di Napoli, a quasi 8 mesi di distanza dalla firma dell'accordo con tutti i sindacati, avvenuto il 3 febbraio scorso. E scoppia l'ira dei lavoratori che adesso minacciano diffide e azioni legali. Si tratta di salario accessorio che può arrivare a quasi mille euro per dipendente, per un importo totale di circa 2 milioni. “Siamo pronti ad azioni giudiziarie – commenta Agostino Anselmi, Cisl Fp – se non si sblocca questa situazione, inspiegabilmente ferma”. “È una mancanza di rispetto verso i lavoratori”, aggiungono Annibale De Bisogno e Giuseppe Migliaccio (Uil) e Franca Pinto e Roberta Stella (Csa). E la Fp Cgil, rappresentata da Danilo Criscuolo, ha diffidato e messo in mora il Comune tramite i suoi legali.

Bilancio non approvato, scatta la diffida del Prefetto

Intanto, il Comune di Napoli, assieme ad altri Enti, è stato diffidato dalla Prefettura di Napoli ad approvare il bilancio entro 20 giorni (quest'anno i termini sono slittati a causa del Covid19). Il rischio sarebbe quello del commissariamento, che però, considerate la vicinanza delle elezioni del 3-4 ottobre, probabilmente non ci sarà mai.

Scattano le diffide dei sindacati

“Dopo otto mesi dalla stipula dello stesso le rassicurazioni politiche e amministrative ricevute dalle organizzazioni sindacali risultano sterili e inutili, mortificano ulteriormente i lavoratori – commenta Agostino Anselmi (Cisl Fp) – e, soprattutto, ledono il ruolo della rappresentanza sindacale. La sottoscrizione contrattuale integrativa tra Comune e OO.SS. richiede ed è vincolata ad un iter complesso fatto di numerose valutazioni normative ed economiche, non ultimo di disponibilità di cassa (ampiamente confermata all’epoca e riferita all’anno 2020). Il documento in questione è un atto giuridico elaborato correttamente e rispettoso della normativa. Pertanto, oggi, chiediamo formalmente al coordinatore dell'area risorse umane le motivazioni (per iscritto) del mancato rispetto contrattuale ed eventuali responsabilità amministrative entro 5 giorni dalla ricezione della presente. Diversamente, daremo mandato ai nostri legali per procedere in tutte le azioni giuridiche previste per tale inadempienza”.

“Il contratto decentrato sottoscritto e stipulato a gennaio 2021 – commentano Annibale De Bisogno e Giuseppe Migliaccio (Uil) e Franca Pinto e Roberta Stella (Csa) – è praticamente fermo. Non è stata pagata la produttività collettiva 2020, nonostante sia stata validata dallo specifico organismo indipendente dal mese di marzo 2021. Non viene dato il via libera all'attuazione delle Progressioni Economiche Orizzontali nonostante il triennio di riferimento delle performance sia completato. Si temporeggia anche sulle performance 2020 con il risultato che non viene pagata neanche la produttività individuale. Irrisolti i temi applicativi sull'indennità di Front Office. Sarebbe giusto e rispettoso dei lavoratori dare certezze. Si è dato mandato agli uffici legali di agire in sede penale, contabile e amministrativa”.

"La Fp Cgil e le segreterie provinciali e regionali – spiega Danilo Criscuolo – già prima dell'estate hanno dato mandato ai propri legali a produrre diffida nei confronti del Comune". Tramite l'avvocato Antonio Panico, ha presentato un “Atto di diffida e messa in mora relativa alla mancata esecuzione degli obblighi assunti nel contratto decentrato integrativo sottoscritto in data 03.02.2021. L'Ente locale a tutt’oggi, nonostante i numerosi inviti, non ha provveduto a dare esecuzione agli obblighi derivanti dal contratto integrativo in oggetto, in particolare non ha proceduto all’attuazione delle progressioni verticali, né all’erogazione dell’indennità frontline, né ha provveduto agli adempimenti per la produttività, e, precisamente la valutazione delle performance per l'anno 2020, allo scopo di attribuire la produttività individuale fino a 720 euro per tutti, il Pip e il PEO. Tale inadempimento oltre ad avere natura contrattuale, ha comportato una ennesima frustrazione per le maestranze, che avevano riposto speranze nel vedersi incentivare il proprio impegno lavorativo. L’inerzia della Amministrazione non trova alcuna giustificazione, stante anche i numerosi inviti a provvedere in tempi rapidi”.

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