I due corpi scoperti nei giorni scorsi a Pompei, in quella che sembra una antica e maestosa villa romana, sembrano supportare la teoria che l'eruzione fosse avvenuta in autunno e non, come universalmente accettato, in estate. A far propendere per questo slittamento, già ampiamente ipotizzato in base a precedenti scoperte, sono soprattutto i vestiti: dai dettagli dei calchi si evince che una delle due vittime indossasse un mantello di lana, e che le temperature fossero quindi più rigide di quanto avrebbero potuto essere in pieno agosto a Napoli.

Scoperti un ricco e il suo schiavo, dai calchi i dettagli delle mani

I nuovi calchi presentano dettagli estremamente approfonditi: il gesso, colato nei vuoti lasciati dopo la decomposizione dei corpi, ha restituito persino la forma delle vene sulle mani. Verosimilmente si tratta di un ricco romano e di un suo schiavo, che stavano tentando di scappare insieme da Civita Giuliana, dalla villa suburbana del Sauro Bardato, a circa 700 metri a nord ovest di Pompei. Il più giovane potrebbe avere avuto un'età tra i 18 e i 23 anni e una altezza di 1,56 metri; presumibilmente era uno schiavo, a giudicare dalle prime analisi delle impronte, che hanno rilevato alcuni schiacciamenti delle vertebre, che potrebbero essere stati causati da lavori pesanti; l'altro, che avrebbe avuto tra i 30 e i 40 anni e sarebbe stato alto 1,62 metri, sarebbe invece il padrone: la tunica e la mantella di lana fissata su una spalla confermerebbero l'appartenenza a una classe sociale agiata.

La data dell'eruzione: agosto o settembre?

Universalmente la data dell'eruzione è fissata in estate, con la prima fase eruttiva il 24 agosto del 79 d.C e la seconda il giorno successivo. La data è stata ricavata da una lettera di Plinio il Giovane, che la fissa in nove giorni prima delle Calende di settembre, quindi il 24 agosto. Dagli scavi sono però emersi numerosi elementi che riportano ad un periodo successivo dell'anno: resti di frutta tipicamente autunnale, mosto sigillato nelle anfore, bracieri. Un altro elemento è arrivato da una moneta: un denario d'argento scoperto nel 1974 sotto la Casa del bracciale d'oro. L'iscrizione riporta la quindicesima acclamazione dell'imperatore Tito, che avvenne solo nel settembre del 79 d. C.