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Poliziotto penitenziario suicida nel parcheggio del carcere di Secondigliano: si è sparato. Era vicino alla pensione

Un sovrintendente della Polizia di Stato di 59 anni si è tolto la vita in mattinata, sparandosi nel parcheggio del carcere di Secondigliano, prima di entrare in servizio.
A cura di Valerio Papadia
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Una tragedia ha scosso Napoli nella mattinata di oggi, venerdì 27 giugno: un sovrintendente della Polizia Penitenziaria, un uomo di 59 anni – P.B. le sue iniziali – si è tolto la vita, sparandosi presumibilmente con la pistola d'ordinanza nel parcheggio del carcere di Secondigliano, prima di entrare in servizio; da quanto si apprende, il 59enne lascia moglie e due figli.

A comunicare la tragica notizia sono stati i sindacati di Polizia Penitenziaria, tutti sconvolti da quanto accaduto questa mattina all'esterno del carcere di Secondigliano. "Siamo addolorati per questa tragedia: non conosciamo ancora i motivi del gesto. Era molto apprezzato dai colleghi e dai superiori per la sua abnegazione al lavoro. Il sindacato esprime profonda vicinanza alla famiglia dell'agente deceduto. Non riusciamo a spiegarci come un collega che stava per andare in pensione possa avere commesso un gesto simile" hanno dichiarato Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio dell'Uspp.

"L'intera comunità penitenziaria è profondamente scossa. P.B. era un agente stimato e rispettato da colleghi e superiori, uomo silenzioso, riservato e sempre disponibile. Lascia nel dolore la moglie e due figli, a cui esprimiamo il nostro più sentito cordoglio e tutta la nostra vicinanza" ha invece dichiarato, in una nota, il Consipe.

"Un gesto che ci lascia attoniti, pieni di dolore e riflessione. Dietro quell'uniforme c'era un uomo, un servitore dello Stato, un lavoratore segnato da un carico di sofferenza che evidentemente è divenuto insostenibile. Una sofferenza silenziosa, come troppo spesso accade tra le fila di chi è chiamato ogni giorno a mantenere l'ordine e garantire la sicurezza, spesso a costo della propria salute psicofisica" ha invece dichiarato Tiziana Guacci del Sappe.

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