Poggiomarino, mamma e figlio 12enne aggrediti: volevano impedire uno scarico abusivo di rifiuti

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A cura di Nico Falco
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I rifiuti abbandonati in via Ceraso, a Poggiomarino, nel 2026 (a sinistra) e nel 2010 (a destra), da Google Maps
In tre sono stati denunciati a Poggiomarino (Napoli); il ragazzino è stato anche rapinato del telefono che stava usando per riprendere la scena.

Stavano scaricando abusivamente un autocarro di rifiuti quando si sono trovati davanti mamma e figlio che hanno tentato di fermarli. E loro non ci sono andati per il sottile: dopo una serie di insulti e minacce hanno aggredito i due con un bastone e il ragazzino è stato anche rapinato del telefono con cui stava riprendendo la scena; è successo a Poggiomarino, in provincia di Napoli, l'intervento dei carabinieri si è concluso con la denuncia per tre uomini: dovranno rispondere di abbandono di rifiuti e aggressione.

I tre avevano scelto come luogo dello sversamento via Ceraso, strada tra le campagne in località Longola. Seguendo, a quanto pare, una consuetudine ben consolidata: nelle foto su Google Maps, che mostrano quel tratto nei vari anni, la costante delle immagini sono proprio i cumuli di rifiuti di ogni genere accantonati ai bordi della carreggiata. Questa volta si trattava di scaricare un intero autocarro. Mentre il terzetto era impegnato a buttare tutto per strada è arrivata l'automobile con a bordo la donna e il figlio di 12 anni: lei ha fermato la marcia, lui ha preso il telefonino e ha cominciato a registrare.

La situazione è subito degenerata. Prima gli insulti e le minacce, poi l'aggressione fisica: i tre si sono avventati sulla coppia armati di bastone e uno di loro ha strappato il cellulare dalle mani del ragazzino. Le vittime hanno sporto denuncia presso i carabinieri della stazione di Poggiomarino, che hanno avviato immediatamente le indagini. La ricerca non è durata molto: grazie alle informazioni raccolte, e alle immagini della videosorveglianza recuperate lungo il tragitto del camion, i militari sono riusciti a identificare i tre: si tratta di un 36enne del posto e di padre e figlio di San Giuseppe Vesuviano, sono stati tutti denunciati.

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