Il figlio perde l'incontro di boxe, e lui scaglia una sedia contro i giudici e finisce per ferire anche gli spettatori presenti. Il pessimo spettacolo, che ora rischia di trasformarsi in una denuncia seguita da un processo, è avvenuto a Recale, nella provincia Casertana, durante una normale gara di boxe tra giovani all'interno di una palestra del luogo. Quando però uno dei ragazzi sul ring si è visto sconfitto nel punteggio datogli dai pugili, il padre è andato fuori di testa.

L'uomo, a sua volta allenatore di un team napoletano, non ha accettato il verdetto dei giudici, ed ha afferrato una sedia, scagliandola contro i giudici e ferendo, contestualmente, tre persone seppur in maniera lieve. Alla fine sono arrivati i carabinieri della locale stazione, per calmare l'uomo che inveiva contro i giudici. Al momento non ci sono state denunce da parte dei militari dell'arma: trattandosi di lesioni lievi, infatti, tutto dipenderà dalla volontà dei tre feriti che, per attivare un procedimento penale, dovranno presentare di loro iniziativa querela contro l'uomo. Lo prevede l'articolo 582 del codice penale stesso quando si tratta di lesioni che provocano meno di 20 giorni di prognosi. Se denunciato per lesioni, rischia in caso di condanna una pena tra i sei mesi ed i tre anni di carcere, salvo ovviamente il riconoscimento di alcune aggravanti. A fare le spesa della vicenda, comunque, restano i giovani pugili impegnati nella manifestazione, che forse speravano di avere risalto nelle cronache nazionali per meriti sportivi e non certamente per episodi di cronaca legati alla manifestazione stessa.