a cura di Antonio Musella, Gaia Martignetti e Peppe Pace

UPDATE: Riceviamo e pubblichiamo la replica del Dott. Segreto in merito al nostro servizio

E' sicuramente uno degli uomini più vicini a Vincenzo De Luca, è stato con lui assessore al Comune di Salerno per 7 anni, nel 2015 è diventato consigliere regionale con quasi 10 mila preferenze nella provincia di Salerno: è Luca Cascone, presidente della commissione trasporti del consiglio regionale della Campania, il cui ruolo nella gestione dell'emergenza Covid è tutt'altro che chiaro. Stando alle testimonianze raccolte da Fanpage.it si sarebbe presentato in vesti  ad aziende interessate a vendere attrezzature sanitarie, parlava di prezzi, acquisti, modalità di pagamento per conto della SoReSa, la società della Regione Campania incaricata di gestire gli appalti sulla sanità pubblica.

Lui si definisce un "volontario", uno che "ha dato una mano", ma la sua versione è molto diversa da quella che raccontano i broker che sono entrati in contatto con lui durante la fase acuta della pandemia. Ecco dunque la seconda puntata della nostra inchiesta.

Mail: "SoReSa è interessata ad acquistare"

La prima testimonianza delle attività di Luca Cascone nasce da alcune mail arrivate alla SoReSa in cui borker e intermediari commerciali inviano offerte economiche per l'acquisto di prodotti sanitari, dalle mascherine ai ventilatori polmonari, l'incipit di tutte le mail è sempre lo stesso: "Come concordato con il dottor Luca Cascone inviamo l'offerta". A ricevere in maniera anonima queste mail è Marcello Taglialatela, presidente dell'associazione "Campo Sud" ed ex assessore della Regione Campania: "Io ho ricevuto in modo anonimo una serie di mail che dimostrano come le aziende che erano interessate a fornire attrezzature alla Regione Campania avessero come interlocuzione per le gare d'appalto non l'ente preposto ovvero SoReSa ma il consigliere regionale Luca Cascone" spiega. "Vi è una fitta corrispondenza di mail inviate e di risposte pervenute, elementi di chiarificazione chiesti, di consigli che sono stati dati da parte di Cascone alle ditte – sottolinea Taglialatela – una funzione certamente estranea alla sua attività e alla sua figura politica". Ad occuparsi degli appalti e degli acquisti dovrebbe essere in via esclusiva la società SoReSa, senza alcuna intromissione, e Cascone non è un dirigente di SoReSa. L'unità di crisi, nominata da Vincenzo De Luca all'inizio della pandemia nel mese di febbraio, indica il fabbisogno di attrezzature da acquistare alla SoReSa, e anche nella task force Casone non figura in nessun ruolo.  "Nelle mail si dice sempre in maniera precisa “Come da accordi intercorsi con Cascone”, “Come da colloqui telefonici”, “Come da indicazioni date”, Cascone viene individuato come l'uomo chiave per facilitare i rapporti tra aziende e la Regione Campania – prosegue Taglialatela – Cascone non aveva assolutamente nessun titolo, nessuna autorizzazione a svolgere una vera e propria attività di intermediazione". "Solo Soresa può interloquire con gli aggiudicatari o con gli aspiranti aggiudicatari sugli acquisti. Nessun altro assolutamente, solo Soresa" spiega a Fanpage.it l'avvocato Mariangela Cianci, esperta in appalti pubblici. Le mail in nostro possesso sono una decina, ma non conosciamo il numero preciso di aziende con cui Cascone ha intrattenuto rapporti per conto della Regione Campania parlando di acquisti con soldi pubblici.

Il caso dei ventilatori polmonari

Uno degli intermediari che ha avuto a che fare con Luca Cascone è il dottor Francesco Segreto di Napoli. Broker internazionale, titolare di alcune farmacie, nel mese di marzo aveva avuto la possibilità di acquistare dei ventilatori polmonari, strumento importantissimo per i posti di terapia intensiva, fondamentali per combattere il Coronavirus. "Sono un broker internazionale – ci spiega Segreto – mi sono offerto alla Regione Campania perché non c'erano i ventilatori. Avendo broker in tutto il mondo avevamo la possibilità di portare i ventilatori il giorno prima per il giorno dopo". Ed è qui che viene indirizzato verso Luca Cascone: "Ho chiesto in giro, ho queste cose, sul telegiornale stanno dicendo che hanno bisogno dei ventilatori, con chi devo parlare? – racconta Segreto – Ho fatto girare la voce e nell'arco di poche ore mi hanno dato i numeri di telefono, è stato qualcuno dell'ASL che mi ha dato il numero di Cascone, mi ha detto proprio che dovevo parlare con lui per i ventilatori". Il broker non ci rivela chi è il dirigente dell'Asl Napoli 1 che gli indica in Cascone la persona deputata a trattare gli acquisti per conto di SoReSa, ma prosegue: "Con Cascone stavo a telefono e mi ricordo che dicevo: “Mi serve il mandato lo devo mandare lo devo mandare ai cinesi” e Cascone dall'altra parte parlava con uno di Soresa e diceva: “Sì per Francesco Segreto, il dottore, tra due ore deve essere pronto il mandato”. Cascone quindi tratta direttamente con Segreto e sembra dare ordini ai dirigenti di SoReSa: "Metteva il pepe in culo alla gente" sottolinea il broker. La mail che Segreto invia alla SoReSa e che si apre con la formula: "Come da conversazione telefonica con il dott. Cascone" è del 27 marzo alle 8:46, nel testo Segreto indica anche il nome dell'azienda a cui intestare il mandato di pagamento. E proprio il 27 marzo la SoReSa emette il mandato n.99 intestato proprio all'azienda indicata da Segreto per l'acquisto di ventilatori polmonari per un valore di 5 milioni di euro. L'affare si blocca qualche giorno dopo: "Non ci eravamo capiti sul metodo di pagamento" spiega il broker. Ma Luca Cascone in che veste si era presentato al broker che voleva vendere ventilatori polmonari? "Mi disse che era uno della task force della Regione Campania – precisa Segreto – parlammo di prezzi e mi disse che l'offerta che gli stavo facendo era la migliore offerta che avevano ricevuto e che andava bene".

L'azienda veneta: "Sembrava proprio uno di SoReSa"

Luigi Ciaulo è il referente commerciale della T-Link srl, azienda veneta della provincia di Vicenza che ha venduto 40 mila mascherine alla Regione Campania come dimostra la determina n.115 del 31 marzo 2020 della SoReSa. Anche la T-Link ha venduto i suoi prodotti alla Regione Campania dopo aver parlato con Luca Cascone, sempre il 28 marzo alle 9:24 del mattino, l'azienda invia la sua offerta economica e l'incipit della mail è il classico: "Come da accordi telefonici con il Dott.Luca Cascone". "Ci ha contattato lui, io non sapevo nemmeno chi fosse – spiega Ciaulo a Fanpage.it – ci aveva chiesto di mandare offerte di materiale disponibile, noi abbiamo avuto l'ordine di acquisto e abbiamo cercato di evaderlo nei tempi concordati dell'ordine". Ciaulo non sa proprio chi sia Cascone e quando gli diciamo che si tratta di un semplice consigliere regionale ci dice: "Sinceramente mi prende alla sprovvista, non sapevo nemmeno che Luca Cascone non lavorasse per Soresa mi sembrava proprio un referente della società". Ma come si era presentato Cascone alla T-Link? "Sembrava proprio che fosse uno della Soresa che ci chiedeva offerta, nella mail che mi ha mandato mi ha scritto "SoReSa è interessata ad acquistare i suoi prodotti". La fornitura complessiva commissionata alla T-Link è di 160 mila euro circa. "Ci dovevano pagare alla consegna, invece ci hanno pagato dopo 70 giorni" precisa Ciaulo. Sulla condotta di Cascone, ci spiega l'avvocato Cianci: "Non è che un dirigente di SoReSa (Cascone non lo è nemmeno ndr) può alzare il telefono e contattare una ditta e dire forniscimi questo a questo prezzo, no non è questa la modalità, vanno seguite delle regole ben precise l'evidenza pubblica il tutto deve essere assolutamente trasparente questo è uno dei principi cardine degli appalti"

Il consigliere Cascone: "Ho fatto volontariato"

Luca Cascone è ricandidato al consiglio regionale della Campania nella lista "De Luca Presidente" dove fu eletto anche 5 anni fa. In queste settimane batte il territorio di Salerno e provincia palmo a palmo, spesso in compagnia del leader Vincenzo De Luca. Ed è proprio in sua compagnia che lo troviamo a Sapri, in Cilento, all'inaugurazione del punto nascita dell'ospedale. "No non facevo nessuna opera di intermediazione, ho semplicemente siccome le telefonate e le mail che arrivavano erano tantissime ho dato una mano per dare gli indirizzi giusti a cui fare le mail" è la prima risposta che ci fornisce Cascone sulla sua attività durante l'emergenza Covid che abbiamo documentato. Lei come entrava in contatto con queste ditte? "Le mail erano decine e decine, molto spesso arrivavano al presidente, al vice presidente, al gabinetto"  risponde Cascone.  Quindi non a lei? "No, che mi giravano e mi dicevano seguiti questa cosa, sembra che ci siano dei ventilatori, sembra che ci siano delle cose, sembra che ci siano delle mascherine, e io mi limitavo a dare una mano a smaltire una quantità infinita di mail, io ho detto guardate, si tratta di rispondere alla mail per dare le procedure non vi preoccupate vi do una mano, e l'ho fatto con questo spirito" sottolinea il consigliere. Una ricostruzione del suo ruolo molto diversa da quella raccontata dagli intermediari che ci hanno avuto a che fare. Ma lei parlava di prezzi? "Assolutamente no". Eppure sia Segreto che Ciaulo ci hanno detto che Cascone aveva parlato dei prezzi delle forniture. Ma perché si presentava come membro della task force o come dirigente della SoReSa? "Dirigente SoReSa assolutamente no, ma non mi presentavo nemmeno come unità di crisi, davo una mano a smaltire le mail". Eppure le testimonianze degli intermediari sono molto chiare. "Semplicemente perché mi presentavo con il nome e cognome perché non volevo creare nessun equivoco". Evitare equivoci, appunto. Chiediamo al consigliere Cascone se non ritenga inopportuno il tipo di attività che ha svolto durante l'emergenza Covid senza averne titolo: "Si ma questa cosa non l'ho fatta in qualità di consigliere regionale, l'ho fatto in qualità di una persona che si è resa disponibile, in un momento di difficoltà della Regione Campania, io ho fatto il volontario" risponde Cascone.

Resta da comprendere come abbia fatto Cascone, mentre parlava con le aziende, mentre discuteva di prezzi e mentre si presentava come membro della task force, a scindere il suo ruolo di consigliere regionale da quello di cittadino che presta opera di volontariato all'azienda pubblica che si deve occupare di milioni e milioni di euro di forniture sanitarie. "Il volontariato è una cosa, io faccio volontariato perché intendo aiutare qualcuno in difficoltà,  altro conto sono gli appalti pubblici, il volontariato non c'entra niente con gli appalti pubblici, è un'altra cosa. Non esiste la figura di chi fa beneficenza" commenta l'avvocato Cianci. "Leggendo le mail mi sono molto meravigliato della superficialità, enorme, stupida superficialità con la quale Cascone ha operato, tenendo conto che lui non aveva assolutamente alcun titolo, alcun potere, alcuna rappresentatività, nell'ambito dei rapporti tra Regione, Soresa e ditte, interessate alla vendita" chiosa Taglialatela. Resta da chiarire un punto, ma Vincenzo De Luca era a conoscenza dell'attività che Cascone svolgeva presso le aziende? Lui ci pensa, per due volte sfugge alla domanda, ma alla fine risponde: "Ma non credo proprio, non credo che lo sappia neanche ora, ma non credo che ho concordato con lui per tuo conto mandavo qualche mail".