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La Procura di Benevento ha chiesto l'ergastolo per Giuseppe Massaro e Generoso Nasta, accusati di essere i killer di Giuseppe Matarazzo, ucciso a colpi di pistola nel luglio 2018 davanti alla sua abitazione a Frasso Telesino. Un delitto che all'epoca aveva scosso e diviso la comunità sannita: il 45enne era stato scarcerato da appena un mese, dopo avere scontato 9 anni di reclusione per abusi su due minorenni. Le indagini che avevano portato al suo arresto, avvenuto nel 2009, erano cominciate dopo la morte di una delle due, che si era suicidata nel 2008, e gli inquirenti avevano scoperto della relazione di entrambe con Matarazzo (che non è stato riconosciuto colpevole di istigazione al suicidio); l'uomo si era sempre professato innocente e aveva chiesto la revisione del processo, rivolgendosi all'avvocato Antonio Leone.

L'omicidio risale al 19 luglio 2018. Secondo l'accusa Massaro, 57enne di Sant'Agata de' Goti (Benevento), e Nasta, 32enne di San Felice a Cancello (Caserta), accusati di omicidio volontario premeditato, si erano avvicinati all'ex pastore con la scusa di chiedergli una informazione e gli avevano sparato a bruciapelo. Si sarebbe trattato di un omicidio su commissione, anche se dalle indagini non sono emersi elementi tali da collegarli al mandante: in una delle conversazioni, intercettata il 28 dicembre 2018, giorno dell'arresto di Nasta, un suo amico e la compagna di quest'ultimo parlano di una somma di denaro che il 32enne avrebbe ottenuto.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, anche utilizzando un trojan, Massaro avrebbe fornito l'arma usata per il delitto e l'automobile, una Fiat Croma, che sarebbe stata guidata da Nasta per l'agguato; la Corte di Assise ha dichiarato inutizzabile parte del materiale proveniente dalle intercettazioni. Dopo la richiesta di condanna formulata dal pm Francesco Sansobrino, a fine marzo sarà la volta delle arringhe dei difensori, gli avvocati Orlando Sgambati e Angelo Raucci per Nasta e Angelo Leone e Mario Palmieri per Massaro. La famiglia Matarazzo è rappresentata dagli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia. La sentenza è prevista per aprile.